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Autore: Marina Distefano

11 Luoghi da esplorare in Sicilia durante l’inverno

L’inverno in Sicilia svela l’isola in una prospettiva completamente nuova. Al contrario della sua fama estiva, questa regione si trasforma in una destinazione invernale incantevole, offrendo esperienze uniche e affascinanti.

In questo articolo, ti suggeriamo alcune meravigliose destinazioni invernali o luoghi che puoi esplorare durante i mesi di Dicembre, Gennaio e Febbraio.

Il vulcano Etna, durante il periodo invernale è avvolto da un maestoso mantello bianco, offre paesaggi incantevoli e opportunità uniche. Dicembre è il momento perfetto per vivere l’atmosfera fiabesca della neve sull’Etna, con la possibilità di partecipare ad emozionanti ciaspolate organizzate.

Se le condizioni meteo sono favorevoli, la stazione sciistica di Piano Provenzana (ETNA NORD) per esempio, offre l’opportunità di noleggiare slittini, partecipare a lezioni di sci o snowboard, o semplicemente sciare lungo i versanti del vulcano. Se la neve si spinge a quote più basse invece, di fare escursioni a cavallo o di trekking tra sentieri e boschi innevati, che di certo offrono panorami mozzafiato.

Immergiti nell’atmosfera natalizia a Caltagirone, la città della Sicilia Orientale con il maggior spirito festivo. I presepi di Caltagirone, realizzati con materiali vari come vetro, ceramica e pasta, sono tra i più rinomati dell’isola. Goditi una passeggiata lungo la celebre Scalinata di Santa Maria del Monte, una scala di oltre 160 gradini decorata con maioliche siciliane.

Luoghi da esplorare in Sicilia durante l'inverno

Borghi dei Nebrodi

Approfitta della quiete dell’inverno per visitare i suggestivi borghi dei Nebrodi, tra cui Randazzo, Cesarò, Tortorici e Montalbano Elicona. Lontano dalle folle, scopri l’autenticità di questi luoghi caratteristici.

Lago Maulazzo

A pochi passi da Cesarò, il Lago Maulazzo nei monti Nebrodi è uno degli scenari più suggestivi della Sicilia Orientale. Durante l’inverno, il lago si ghiaccia, trasformandosi in una superficie ghiacciata circondata da alberi innevati.

Luoghi da esplorare in Sicilia durante l'inverno

Modica

Durante la bassa stagione, Modica con il suo barocco ospita ChocoModica, una festa dedicata al cioccolato, recentemente insignito della denominazione IGP, goditi una visita al Museo del Cioccolato e esplorare il centro storico patrimonio dell’UNESCO.

(C) Sicilying

Taormina

Taormina, con il suo Teatro Antico con vista sull’Etna e i Giardini Pubblici panoramici sul mare, è il luogo ideale per trascorrere il San Valentino in un’atmosfera romantica.

Teatro antico di Taormina
Ph lindaontherun

Custonaci

Custonaci offre ogni anno uno spettacolare Presepe vivente nella Grotta Mangiapane di Scurati. Con 160 figuranti che interpretano scene di vita quotidiana, questa rappresentazione unica si svolge all’interno di una vasta grotta preistorica.

Erice

Erice celebra il Natale con l’evento “EricèNatale“, trasformando il borgo medievale in un luogo magico. Presepi suggestivi, sfilate di Babbo Natale e zampognari, e tradizionali mercatini natalizi animano le piazze caratteristiche. Esplora le attrazioni di Erice lungo il percorso circondato dalle Mura Ciclopiche all’ingresso del paese.

Cefalù

Cefalù offre un’alternativa unica per il Capodanno, celebrato in spiaggia, nelle strade e nelle piazze con intrattenimenti musicali e spettacoli pirotecnici. Non perderti la discesa dalla Rocca di Cefalù della vecchia strega durante la notte di San Silvestro. Esplora il borgo e le sue attrazioni durante il periodo meno affollato.

Acireale e Sciacca

Le città di Acireale e Sciacca sono le capitali del Carnevale in Sicilia. Il Carnevale di Acireale, uno dei più antichi e belli d’Italia, offre sfilate di carrozze e maschere dai colori vivaci. Programma il tuo short weekend dal 16 febbraio al 4 marzo 2025 per partecipare alle festività.


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Curiosità di Sicilia: i 9 paesi dell’Aci

(C) Sicilying


La leggenda di Aci e Galatea ha dato origine a una serie di località in Sicilia, che portano il prefisso “Aci”. Questi paesi sono situati principalmente nella provincia di Catania, lungo la costa orientale dell’isola, e sono noti collettivamente come “i 9 paesi dell’Aci“.

Ecco un elenco e una breve descrizione di ciascuno:

Acireale è il più grande e famoso dei paesi dell’Aci. Conosciuta per il suo magnifico Carnevale, uno dei più importanti d’Italia, e per le sue terme, Acireale offre anche un ricco patrimonio artistico e architettonico, tra cui la Basilica di San Sebastiano e il Duomo.

Aci Castello prende il nome dal castello normanno che domina la città, costruito su un promontorio roccioso di origine lavica. Questo castello offre una vista spettacolare sulla costa e ospita un museo civico.

Aci Trezza è un piccolo villaggio di pescatori noto per i suoi faraglioni, grandi formazioni rocciose basaltiche che emergono dal mare. Il paese è anche famoso per essere l’ambientazione del romanzo
“I Malavoglia” di Giovanni Verga, e il film “La Terra trema” di Luchino Visconti 1948.

Aci Catena si trova nell’entroterra rispetto agli altri paesi dell’Aci e prende il nome da una catena che, secondo la leggenda, sarebbe stata usata per trattenere un masso minaccioso. La città è famosa per il suo Santuario di Maria Santissima della Catena.

Aci Sant’Antonio è nota per la sua tradizione artigianale, in particolare per la produzione di carretti siciliani decorati. La città ha anche diverse chiese storiche e offre una vista panoramica sul monte Etna.

Aci Bonaccorsi è un piccolo comune che conserva un’atmosfera tranquilla e rurale. È rinomato per le sue feste tradizionali e per la produzione agricola di agrumi e olive. Da vedere è senza dubbio la Parrocchia di Santa Maria dell’Indirizzo, soprattutto nel mese di Agosto con la festa di Santo Stefano patrono.

Aci San Filippo è una frazione di Aci Catena, situata più vicina all’entroterra. È un’area residenziale con un forte senso di comunità e tradizioni locali. Da vedere è senza dubbio la Basilica di San Filippo di Agira, che rivolge la sua facciata orientata a oriente, realizzata in pietra di Siracusa, che ospita al suo interno il Museo San Filippo con dipinti e oggetti religiosi cinquecenteschi e seicenteschi. La Basilica è visitabile solo al mattino previa prenotazione.

Aci Platani dal nome del torrente Platani, è una frazione a 2 km di Acireale. Aci Platani si formò a seguito dell’abbandono della vecchia città di Aci (a seguito del terremoto del 1169). Oggi borgo dedicato sull’agrumicoltura, possiede il Museo della civiltà contadina, allestito nella casa natale di monsignor Angelo Calabretta, dove è riprodotta una casa rurale etnea del XIX secolo.
Aci Santa Lucia frazione di Aci Catena, è un borgo principalmente residenziale, conosciuta per le sue chiese storiche e per la vivace vita di quartiere.


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Tour in gommone a Favignana e Levanzo

(C) Sicilying

Scopri i tesori nascosti della Sicilia occidentale, naviga alle isole Egadi in gommone e goditi una giornata all’insegna del relax, dell’esplorazione con tanto sole e mare in totale libertà, tipico light lunch incluso!

Ecco maggiori dettagli sul Tour in gommone a Favignana e Levanzo:

Il tour alle isole Egadi inizia alle 9:30 del mattino, dove avverrà la registrazione degli ospiti e il briefing della giornata.

Meeting point: Trapani, presso lo scivolo della banchina del viale Regina Elena adiacente alla Capitaneria di Porto.

Si parte da Trapani verso l’ex- Tonnara di Formica conosciuta come (la Tonnara dimenticata) per poi proseguire verso Favignana, dove avverrà la prima sosta per un magnifico e indimenticabile tuffo nelle acque cristalline di Cala Azzurra.

Si prosegue poi per raggiungere le meravigliose calette delle isole Egadi: Bue Marino e Cala Rossa.

Verso ora di pranzo, ore 13:00 farai una sosta di circa 1 ora a Favignana per gustare un light lunch, un pranzo leggero e tipico locale con il “pane cunzato” siciliano.

(C) Sicilying

Dopo pranzo, si riparte per scoprire la Grotta degli Innamorati e per raggiungere l‘isola di Levanzo per un’altra rinfrescante sosta bagno ai faraglioni delle isole Egadi.

Raggiungerai infine altre due calette più selvagge delle isole Egadi: Cala Fredda e Cala Minnula.

Rientro previsto al Porto di Trapani intorno le ore 17:00 circa.


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Vacanze in Sicilia last minute? Meglio se i consigli li danno i siciliani!

AAA cercasi idee per vacanze in Sicilia last minute. O per vacanze in Sicilia economiche. O per vacanze in Sicilia nei villaggi turistici. Questo è il momento giusto per programmare le settimane di ozio estive. È il momento, insomma, per mettersi a sognare a occhi aperti. Salvo poi svegliarsi di soprassalto per mettersi a cercare «offerte vacanze in Sicilia». Sì, lo abbiamo fatto tutti. Anche noi.

Il punto è che una volta deciso dove andare – o, semplicemente, dove fare base per l’esplorazione dell’Isola principale del Mediterraneo – resta ancora da stabilire cosa fare. Ed è a questo punto che intervengono i suggerimenti di chi è nato e cresciuto nella Trinacria.

E alla domanda «Vacanze in Sicilia, consigli?» sa rispondere in una grande quantità di modi diversi. Dal versante orientale a quello occidentale, ogni angolo di questa terra sa offrire uno spunto interessante.

(C) Pixabay

Può essere, per esempio, lo spunto naturalistico offerto dalla zona di Trapani, Marsala e San Vito Lo Capo. Che dà il meglio di sé con il caldo – un po’ umido – dell’estate inoltrata. Ma che è perfettamente apprezzabile anche nel periodo invernale.

vacanze in sicilia
(C) Sicilying

Altrettanti giorni si possono trascorrere tra Catania e Mamma Etna, il vulcano attivo più alto d’Europa! Fatti consigliare da noi l’alloggio dei tuoi sogni, ce n’è per tutti i gusti e tutti i portafogli. Utilizzerai l’alloggio come base per tutte le tue visite ed escursioni!

Un esempio su dove andare?

Viaggia alla scoperta del Mito di Aci per scoprire una delle Curiosità di Sicilia: e i 9 paesi dell’Aci, visitando Aci Castello, Aci Trezza e tutto il meglio della costa est raccontata nei romanzi degli scrittori catanesi come: Giovanni Verga (chissà se sarebbe fiero di sapere che la Casa del Nespolo de I malavoglia, è diventata un’attrazione turistica?).

E che dire di una vacanza in Sicilia lowcost? I siciliani lo sanno che i primi costi che si abbattono sono quelli del cibo: lo street food la fa da padrone, tra arancini a Catania e arancine a Palermo, tra u’ zuzzu (gelatina di carne) a Catania e stigghiola, panelle, crocché a Palermo, o polpette di carne di cavallo e cipolline a Catania, c’è solo da scegliere.

Qualcuno una volta ha detto: «È incredibile: sono in Sicilia da una settimana e non ho ancora usato una forchetta».


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Etna: Teseo screpolato

(C) Marina A. Distefano

L’opera in bronzo di “Teseo screpolato” si erge a 1700 metri sopra le rocce laviche del vulcano Etna, e sullo sfondo i due crateri sommitali attivi su quattro: Bocca Nuova e Cratere Centrale.

Nel territorio di Ragalna, in Contrada Serra la Nave, il 7 marzo 2024 è stata installata una delle 28 opere d’arte contemporanea di Igor Mitoraj: il “Teseo screpolato“.

Secondo la mitologia, Teseo era l’eroe buono, amato da tutti gli abitanti dell’Attica per la sua saggezza, la sua bontà e la sua lungimiranza. E mentre nell’iconografia classica il viso di Teseo è raffigurato con un volto rilassato quasi disteso, qui sull’Etna, I. Mitoraj vuole rappresentare un volto screpolato proprio per testimoniare la fragilità dell’uomo contemporaneo dei nostri giorni.

L’opera vuole anche mettere in luce il << rapporto tra terra e divino, tra l’arte e la natura >>.

(C) Isola Verde

Prendi nota, l’opera “Teseo screpolato”, rimarrà esposta fino al 31 ottobre 2025. Si tratta della più grande esposizione di “Mitoraj. Lo Sguardo, Humanitas, Physis” mai realizzata e patrocinata dalla Regione Siciliana.

Il materiale è il bronzo, e le crepe denotano lo sfondo di due delle quattro vette dell’Etna: la Bocca Nuova e il Cratere di Sud Est. Se invece, guardate nella stessa direzione di Teseo, potrete ammirare il Golfo e la Piana di Catania in tutto il loro splendore.

Poco distante dal “Teseo screpolato” a soli 3 minuti di auto (circa 15 minuti a piedi), si arriva a Piano Vetore dove un boschetto offre pace e tranquillità con la possibilità di fare un picnic, grazie all’installazione di panche e tavoli in legno.

Dal “Teseo screpolato”, il Piazzale Rifugio Sapienza da cui partono tutte le escursioni, e la Funivia dell’Etna distano poco più di 5 minuti di auto.


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cosa vedere ad agrigento

Cosa vedere ad Agrigento e dintorni

Scopriamo insieme la Miniera di sale e la sua cattedrale a Realmonte di Italkali.

cosa vedere ad agrigento
Ph. Ivano Mistretta

Agrigento ed i suoi dintorni offrono molti tesori che ogni anno, nella bella stagione, attirano milioni di turisti da tutto il mondo. La Valle dei Templi e la Scala dei Turchi sono senza dubbio i più celebri e visitati, ma esiste un luogo davvero incredibile e poco conosciuto, situato nella piccola cittadina di Realmonte, a pochi passi dalla Scala dei Turchi: stiamo parlando della Cattedrale di sale, situata all’interno di una miniera di salgemma, a 100 metri sotto la superficie e a 30 sotto il livello del mare.

Per cui, se vi state chiedendo cosa vedere ad Agrigento di non convenzionale, vi consigliamo di leggere quest’articolo fino in fondo!

La Miniera di Salgemma

cosa vedere ad agrigento: Miniera di Salgemma
Ph. Ivano Mistretta

Insieme alle miniere di Racalmuto e di Raffo frazione di Petralia Soprana, questa miniera è una delle pochissime miniere di salgemma ancora attive in Sicilia.

Si tratta di un giacimento formatosi circa 100 milioni di anni fa all’interno del quale ogni giorno, a 500 metri sotto la superficie, vengono estratti enormi quantità di sale da cucina, sale per uso industriale ed altri sali.

La Cattedrale di Sale: la costruzione e gli interni

cosa vedere ad agrigento: la cattedrale di sale
Ph. Ivano Mistretta

Questo incredibile luogo di culto unico al mondo, fu ricavato nel 2000 proprio dai minatori che, scolpendo la roccia salina, riuscirono a dar vita ad una vera e propria cattedrale dalle sfumature bianche e grigie, larga 20 metri ed alta 8 metri.

Ogni anno il 4 Dicembre, proprio qui viene celebrata dal vescovo una messa solenne in onore di Santa Barbara – protettrice dei minatori – riservata solo ai minatori ed alle loro famiglie. Vi è infatti, una nicchietta dedicata alla Santa, dove ogni giorno i minatori prima di cominciare i lavori, dedicano 5 minuti per pregare prima di cominciare a lavorare.

cosa vedere ad agrigento: gli interni della cattedrale
Ph. Ivano Mistretta

E’ grazie all’artista locale Lillo Alba, che noi oggi troviamo il la scultura di Santa Barbara, due acquasantiere ricavate da grossi blocchi di sale all’ingresso, oltre che una cattedra vescovile, la mensa dove è stato scolpito l’agnello e l’ambone dove sono raffigurati una croce ed il cero pasquale, il Crocifisso, la Sacra Famiglia, la sede e l’altare interamente di sale.

Il Rosone a 75 metri sotto terra

Il rosone di sale
Ph. Fabrizio Giraldi

La miniera custodisce un altro tesoro davvero suggestivo a 75 metri sotto terra, ovvero il Rosone di sale. Il risultato del “mar mediterraneo intrappolato” per ben 6 milioni di anni, a causa della chiusura dello Stretto di Gibilterra e della mancanza di apporti di acqua fresca proveniente dall’oceano.
Ciò, ha creato nel tempo una forte concentrazione di detriti di NaCl ovvero il salgemma con altri sali. Ecco spiegata la presenza di cerchi concentrici. Nelle striature il colore marrone-grigio è dato dall’argilla e, più aumenta la ricchezza della striatura, meno puro è il sale.

Come visitarla?

La Cattedrale di sale, è gestita dalla società Italkali che consente le visite con prenotazione obbligatoria, e viene aperta l’ultimo mercoledì di ogni mese per un massimo di 30 persone. si trova nella contrada Scavuzzo di Realmonte (Ag). Per info e prenotazioni: +39 0922 816244 o +39 0922 816777.


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Mitologia di Sicilia: Aci e Galatea

Scopri il mito della Sicilia antica

(C) Pixabay

In Sicilia si narra spesso una leggenda del triangolo amoroso di Polifemo, Aci e Galatea, ovvero, i protagonisti di una delle più affascinanti leggende della mitologia siceliota, nota soprattutto attraverso le opere poetiche di Ovidio nelle sue “Metamorfosi“.

La storia è un intreccio di amore e tragedia, ambientata nella Sicilia antica.

La storia inoltre, è stata fonte di ispirazione per altre numerose opere d’arte, letterarie e musicali nel corso dei secoli. Tra queste, il dramma pastorale “Aci, Galatea e Polifemo” del compositore Georg Friedrich Händel, e la cantata “Acis and Galatea” dello stesso compositore, senza dimenticare la poesia barocca spagnola di Luís de Góngora (1612).

(C) Pixabay

La leggenda racconta la vicenda amorosa del pastorello Aci e la ninfa Galatea. Perdutamente innamorati l’uno dell’altra, passavano le giornate insieme, godendo della compagnia reciproca tra i prati e le spiagge della Sicilia.

Polifemo, anch’egli innamorato di Galatea, era geloso e infuriato per l’amore che la ninfa provava per Aci. Non potendo sopportare di vedere Galatea con un altro, Polifemo decise di eliminare il suo rivale, uccidendolo.

Un giorno, mentre Aci e Galatea si trovavano alla Riviera dei Ciclopi, Polifemo, in preda alla gelosia, scagliò un enorme masso contro Aci, schiacciandolo e uccidendolo sul colpo. Galatea, disperata e col cuore spezzato, implorò gli dei di fare qualcosa per il suo amato.

Gli dei, mossi dalla compassione per l’amore eterno di Galatea, trasformarono il sangue di Aci in un fiume che prese il suo nome, il fiume Aci, che oggi scorre in Sicilia, vicino alla città di Acireale. Così, Aci potette continuare a vivere per sempre legato alla terra e all’acqua.

Ecco spiegato il perché nel catanese ci sono 9 paesi con il prefisso Aci, è lì che scorre il sangue di Aci.


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Esplorare in gommone Favignana e Levanzo in giornata

Scopri come vivere i tesori nascosti della Sicilia, naviga alle Isole Egadi e goderti una giornata di sole, mare, buon cibo tipico siciliano in totale libertà. Vieni con noi a esplorare in gommone Favignana e Levanzo!

(C) Pixabay

Il tour inizia con la navigazione verso l’Ex Stabilimento Florio delle Tonnare di Favignana e Formica, per poi proseguire per la prima sosta del magnifico e indimenticabile tuffo nelle acque cristalline di:

  • Cala Azzurra, dal colore delle sue acque con fondale di sabbia bianca e riflessi rosa.
  • Cala Bue Marino, in mezzo ad antiche cave di tufo, qui l’acqua si presente di un particolare colore blu intenso, a tratti azzurro.
  • Cala Rossa, in mezzo a pareti rocciose è una spiaggia selvaggia e incontaminata, le sue acque sono di un azzurro intenso con sfumature tendenti al turchese.

A pranzo, sosta per gustare il “pane cunzato” ovvero, due fette di pane condite con prodotti locali e genuini, olio, sale e pepe. Dopo il pranzo e sempre a Favignana, ci si dirige in barca alla scoperta della Grotta degli Innamorati, che prende il nome da due caratteristiche rocce identiche una di fianco all’altra come strette in un abbraccio sottomarino.

Da qui, l’itinerario prosegue alla volta dell’isoletta di Levanzo per un’altra rinfrescante sosta bagno per scoprire le meravigliose altre due calette: Cala Fredda e Cala Minnula. Rientro previsto nel pomeriggio.


  • Sai che in Sicilia c’è una grotta che presenta i graffiti risalenti al periodo del Neolitico? Stiamo parlando di Levanzo e della Grotta del Genovese, scoperta nel 1949!
(C) grottadelgenovese.it
  • Il piccolo borgo di Levanzo si compone da poco più di una sessantina di case che si affacciano sul porticciolo, non sono presenti automobili sull’isola perchè assenti strade adatte, e questa è una delle caratteristiche più peculiari dell’isoletta.

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acitrezza

Itinerari di Sicilia: la Riviera dei Ciclopi

acitrezza porto
(C) Sicilying

Furono le maestose e antiche eruzioni dell’Etna a originare quella che oggi chiamiamo e conosciamo come Riviera dei Ciclopi, una costa frastagliata costellata di tanti borghi (Aci Bonaccorsi, Aci Catena, Aci Sant’Antonio, Acireale, Aci Castello, Acitrezza) e particolarmente pittoresca, soprattutto nella zona di Acitrezza e Aci Castello, dove si trovano i faraglioni che emergono da acque limpide.

Per un magnifico sguardo d’insieme si può salire sul breve promontorio che ospita il castello Normanno, oggi adibito a museo con tre sezioni dedicate rispettivamente alla mineralogia, alla paleontologia e all’archeologia.

Poco oltre si trova il piccolo gioiello barocco Acireale raccolto intorno a due elegantissime piazze: quella del Duomo, con la Chiesa dei SS. Pietro e Paolo e il Municipio; e quella di San Sebastiano, intitolata all’omonima chiesa.

(C) Google map

La piana di Catania è la più estesa pianura di Sicilia ed è così fertile proprio grazie ai prodotti lasciati dalla attività vulcanica dell’Etna. Dalla lava prendono nutrimento gli agrumi che qui crescono in giardini sterminati, fonte di benessere economico del quale si sono generate, con il tempo, alcune cittadine. Un esempio è Militello Val di Catania, la meno conosciuta delle cittadine barocche riunite dall’Unesco. Noi non la trascureremo: un grande convento benedettino, tante chiese dagli splendidi e pittoreschi decori e ancora i palazzi e le ville settecentesche valgono la sosta.

Così come vale una sosta Caltagirone, pochi chilometri più in là, altra città che ha meritato il riconoscimento dall’Unesco. Qui il barocco della ricostruzione settecentesca si arricchisce di una produzione di ceramica che troviamo nelle botteghe artigiane, nei giardini, nelle cupole, nelle targhe stradali, nei balconi. Non perdete assolutamente la spettacolare scalinata di Santa Maria del Monte con i suoi 142 gradini.

(C) Paesi online

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6 motivi per visitare Capo d’Orlando

Scopri Capo d’Orlando, la “Perla del Tirreno”, rilassati nelle spiagge più rinomate, esplora il borgo marinaro, immergiti nella natura quasi incontaminata e prova le esperienze nei dintorni. Scopri i 6 motivi per visitare Capo d’Orlando!

Meravigliose spiagge di sabbia dorata e acque cristalline, una location ideale per trascorrere le tue vacanze all’insegna del relax e del divertimento. Le più famose spiagge sono quella di San Gregorio e quella di San Giorgio.

Da fotografare, vi è poi il Faro di Capo d’Orlando, risalente ai primi anni del ‘900 è formato da una torre a pianta quadrata intonacata di rosso accanto un altro edificio sviluppato al piano terra. La lanterna, posta in cima alla torre, è raggiungibile mediante una scala a chiocciola. L’esterno della torre, è ornato da decorazioni architettoniche in calcestruzzo intonacato di bianco che donano alla costruzione un particolare aspetto neogotico.

(C) Sicilying

Perditi nei coloratissimi vicoletti di Capo d’Orlando, le piazze accoglienti e i palazzi storici come Villa Piccolo, la dimora dove abitò la Famiglia Piccolo di Calanovella: figli d’arte come pittori, poeti e botanici. La Villa oggi è museo, si compone da quattro camere da letto, di cui quella del nipote Giuseppe Tomasi di Lampedusa, inoltre, è possibile ammirare preziose collezioni di ceramiche, custodisce inoltre, una biblioteca con migliaia di volumi e un archivio storico con una pinacoteca ricca di stampe e documenti d’epoca. Al pianterreno si trova anche la suggestiva collezione di “acquerelli magici” dipinti da Casimiro Piccolo. L’esterno, presenta uno splendido parco e giardino lussureggiante, con specie di piante rare, circondato da una campagna di ulivi e alberi d’agrumi.

A poco meno di 40 minuti in auto da Capo d’Orlando, scegli una delle nostre esperienze al Parco dei Nebrodi tra cascate, laghi naturali e artificiali, boschi incantati di una natura incontaminata con animali allo stato brado, e rocche da raggiungere a piedi, e che al tramonto si tingono d’oro!

Passeggia lungo il porto turistico di Capo d’Orlando per ammirare la calma delle barche da pesca e da diporto, goderti una cena sul mare o gustare un gelato. Clicca qui per ammirare grazie alla webcam, le condizioni meteo e i dintorni del porto turistico.

Anche se ad oggi rimangono alcuni ruderi medievali, il Castello di Capo d’Orlando, è di sicuro uno dei luoghi che ti consigliamo andare a vedere, sia per il panorama mozzafiato sulla zona circostante, sia per scoprirne la leggenda della sua fondazione che sarebbe stata opera di Carlo Magno, in onore del paladino Orlando.
Nello stesso luogo sorge anche il Santuario della Madonna di Capo d’Orlando, o Maria di Porto Salvo. Per arrivare bisogna salire circa 400 gradini ma, lo scenario che offre al visitatore è unico, si estende dalla baia di S. Gregorio, a Capo Calavà, le isole Eolie fin oltre Cefalù. Lungo il sentiero delle erbe aromatiche come il mirto, il lentisco, l’acanto, l’artemisia, il cappero, la nepitella, l’origano, il finocchio, il rosmarino, l’olivastro, si ammirano le scene della Via Crucis realizzate in bronzo.

Se anche tu come noi sei appassionato di tradizioni e folklore, non ci resta che consigliarti di andare a vedere il Museo Etnoantropologico dei Nebrodi. Un museo che raccoglie testimonianze antichissime fino ai giorni nostri, di antichi mestieri e utensili, costumi e abiti e tanto altro.


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