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Autore: Carmelo Indelicato

palio dei normanni

Itinerari di Sicilia: Enna e le sue tradizioni

La cultura popolare e le sue feste

Come è d’uso in tutto il Meridione, non c’è paese senza festa del santo patrono e quindi l’elenco sarebbe praticamente interminabile.

Per questo ci limitiamo a segnalare, in particolare, le più caratteristiche fra le manifestazioni religiose che si svolgono in occasione della Settimana Santa.

Si tratta, in prevalenza, di tradizioni importate in Sicilia il periodo della dominazione spagnola. Quella più famosa è la ‘processione degli incappucciati’ che va in scena proprio ad Enna ed ha il suo culmine in occasione della processione del Venerdì Santo, durante la quale sfilano in camice bianco e mantelline diversamente colorate, a secondo della Confraternita di appartenenza, e col capo coperto da cappucci, circa 2.500 confrati che portano i fercoli di Gesù morto e della Madonna Addolorata, sulle note di diverse marce funebri.

SettimanaSantaadEnna

Ad Aidone, invece, la domenica di Pasqua, assieme alla statua dell’Addolorata ancora vestita a lutto che va in cerca di Gesù risorto, escono in processione i ‘santuni, gigantesche statue che rappresentano i dodici apostoli. Sono costituite da intelaiature di legno alte tre metri circa e cave all’interno, dentro cui si posizionano i portatori, con in cima una testa di cartapesta.

Si muovono freneticamente in cerca di notizie fino a quando la statua che rappresenta l’apostolo Giovanni va incontro alla Madonna per annunciarle la Resurrezione. Quando avviene l’incontro col Risorto (la giunta) il mantello nero della Madonna viene sostituito da uno azzurro.

cosa fare ad enna: santoni di aidone

Il mondo contadino ha caratterizzato, fino a pochi decenni fa, la società e la cultura dei paesi dell’ennese. Tracce di memoria di questo mondo, ormai quasi del tutto tramontato, si possono osservare nei diversi musei antropologici che sono stati istituiti in numerose località.

Segnaliamo in particolare quelli visitabili ad Agira, Nissoria, Piazza Armerina, Sperlinga, Valguarnera e Villarosa.

In quest’ultimo centro è anche possibile visitare un particolare Treno Museo, ubicato nella ormai dismessa stazione ferroviaria del paese: otto vecchi vagoni, utilizzati per le deportazioni degli ebrei durante la seconda guerra mondiale, ospitano una mostra di oggetti, foto e attrezzi d’epoca che raccontano la dura vita dei minatori delle zolfare, assieme ad una raccolta di attrezzi contadini, arredi e oggetti d’uso quotidiano.

Non manca, naturalmente, un vagone dedicato esclusivamente alla memoria ferroviaria con foto, telegrafo, takigrafo lanterne e altro ancora.

Il tempo libero e le manifestazioni culturali

A parte le feste patronali e le sagre locali, la provincia di Enna non offre molte occasioni di intrattenimento culturale, anche se in anni recenti poteva vantare interessanti rassegne dedicate al jazz e al tango argentino.

Ci riferiamo, in questo caso, alle manifestazioni che in passato Troina ha dedicato ad Ignazio Andrea Corsini, una delle più celebrate voci della musica argentina, nato in quella cittadina nel 1891 ma emigrato in Argentina all’età di cinque anni.

L’unica iniziativa che ancora perdura è il cartellone di spettacoli teatrali e musicali che in estate vengono messi in scena nei cortili del Castello di Lombardia di Enna, il “Teatro più vicino alle Stelle”.

A cavallo fra storia e folklore, resiste, invece il ‘Palio dei Normanni’ a Piazza Armerina.

Fra cortei con oltre 600 figuranti in costume e la rievocazione dell’ingresso in città, nel 1091, delle truppe di Ruggero il Normanno che l’avevano liberata dalla dominazione araba, a Piazza Armerina si svolge a metà agosto Il Palio dei Normanni che ha il suo epilogo giorno 14, quando i cavalieri delle quattro antiche contrade della città -Canali, Casalotto, Castellina e Monte- si sfidano in una Giostra, detta anche Quintana del Saraceno, durante la quale dovranno superare quattro prove di abilità e destrezza.

Sempre ad Enna, attorno al lago di Pergusa si sviluppa l’omonimo Autodromo, un circuito di circa 5 Km, nel quale si svolgono competizioni nazioni e internazionali sia per auto che per moto.

Due sono, infine, i parchi tematici che sono stati recentemente aperti in provincia.

A Piazza Armerina, non a caso nei pressi della Villa Romana del Casale, è sorta ‘Romaland’, un parco divertimenti ispirato alla storia dell’Impero romano

In territorio di Regalbuto, sulle rive del lago Pozzillo, è presente, invece, il Parco ‘Pozzillo avventura’ che permette di praticare, a diretto contatto della natura, giochi e attività sportive a basso impatto ambientale, un modo diverso e intelligente per divertirsi nel rispetto del territorio.

Lo shopping

cosa fare ad enna: Sicilia outlet village

Per chi è appassionato di artigianato locale, la provincia di Enna non presenta un’offerta molto ampia.

Qualche interessante laboratorio di ceramiche artistiche tradizionali si trovano a Regalbuto mentre a Centuripe si trovano delle ceramiche che imitano, per forme e decorazioni, quelle della più antica tradizione greca e romana.

Sperlinga è il centro in cui sono maggiormente vive diverse tradizioni artigianali legate alla cultura contadina. Ancora oggi è possibile trovare donne che tessono al telaio a mano, utilizzando strisce di stoffe ricavate da abiti usati, le ‘frazzate’, tappeti variopinti decorati con motivi geometrici o figure stilizzate.

Scopri un apificio! 

Si utilizzano invece fibre vegetali ricavate dalla canna, dal salice e dall’olivastro per costruire ceste di varie forme e dimensioni, mentre il giunco viene usate per le caratteristiche ‘fiscelle’, impiegati come contenitori per ricotta e formaggi, mentre la ferula è utilizzata per realizzare i ‘furrizzi’, particolari sgabelli che erano comuni nelle case dei contadini.

Una ghiotta occasione è invece rappresentato dal Sicilia Outlet Village, l’unico centro commerciale di questo tipo aperto in Sicilia, situato in territorio di Agira, in un punto strategico lungo l’autostrada Catania Palermo, a 40 km da Catania e 70 da Palermo.

Nel contesto di un grazioso borgo rurale ricostruito come un set cinematografico, dà ospitalità a più di cento negozi, quasi tutti monomarca, in cui è possibile acquistare a prezzi molto scontati abbigliamento e accessori dei marchi più prestigiosi della moda italiana e internazionale.

 I prodotti tipici

cosa fare ad enna: cassatelle agira

Trattandosi di un territorio in cui ancora prevalente la vocazione agricola che tende a modernizzarsi, non possono, invece, mancare le produzioni tipiche che, in qualche caso, hanno già raggiunto livelli di eccellenza.

Per quanto riguarda i legumi, parliamo della Lenticchia nera, che si produce nei territori di Enna, Leonforte, Calascibetta, Nicosia, e della Fava larga di Leonforte, compresa nella lista dei presidi di Slow Food.

Sempre in materia di legumi va segnalata una pietanza locale, la ‘frascatula’, una polenta di farina di cicerchia insaporita con lardo e broccoletti, tipico di Sperlinga.

Mentre fra i prodotti dell’orto spicca il Peperone di Cerami, la frutticultura ennese vanta addirittura due IGP: l’Arancia rossa di Centuripe e la Pesca tardiva di Leonforte, caratterizzata dalla pratica dell’insacchettamento dei singoli frutti dentro sacchetti di carta pergamenata che evitano, in fase di maturazione, gli interventi con prodotti antiparassitari.

Troviamo ancora due rinomati prodotti DOP: la Pagnotta del Dittaino, un pane che perpetua la grande e antica tradizione frumentaria del territorio, e il Piacentino ennese, un formaggio prodotto con latte di pecora con l’aggiunta di zafferano e di pepe nero in grani che gli conferiscono una caratteristica colorazione giallo-arancione e un sapore lievemente piccante. Diversi sono i luoghi di produzione e, fra questi, segnaliamo Aidone, Assoro, Barrafranca, Calascibetta, Enna, Piazza Armerina, Pietraperzia, Valguarnera e Villarosa.

Scopri il trekking con gli asini! 

Sulla scia della riscoperta di questo formaggio è ripartita anche la produzione dello Zafferano, nei territori di Assoro, Barrafranca, Calascibetta, Enna e Valguarnera Caropepe, presente in passato e che era quasi del tutto scomparsa.

Quanto ai prodotti della tavola, a Troina si può assaggiare ‘a vastedda co sammuccu’ una morbida focaccia rustica aromatizzata con i fiori dell’albero del sambuco (in siciliano sammucu) e farcita con salame o pancetta e tuma.

Per la pasticceria, oltre ai tradizionali e variegati dolci a base di ricotta (se ne produce tanta e di buona qualità da queste parti), una menzione particolare meritano le ormai affermate ‘Cassatelle’ di Agira, ” con involucro di pastafrolla ripieno di mandorle, cacao e farina di ceci.

Tipiche di Troina e Agira, ma si trovano anche nei locali di molti altri paesi, i “nfasciateddi” una pasta frolla con succo concentrato di ficodindia e un po’ di cannella spolverata di frutta secca tritata (composta da mandorle, pistacchi, nocciole e noci abbrustolite),

A Sperlinga, infine, il dolce tipico locale è il ‘tortone’, a base di pasta di pane cosparso di zucchero e cannella.

Scopri cosa fare ad Enna con Sicilying!

cosa vedere a Palermo

Sapori siciliani: 6 piatti assolutamente da provare se vi trovare in Sicilia

La Sicilia è una terra incredibilmente ricca di specialità culinarie,  i sapori siciliani variano da provincia a provincia, quindi quale occasione migliore per un itinerario da leccarsi i baffi? Eccovi una lista con i migliori piatti tipici assolutamente da non perdere!  Se voleste cimentarvi nella preparazione di queste prelibatezze potreste partecipare ad uno dei nostri corsi di cucina tipica siciliana!

1) Pasta con i ricci:

Sapori siciliani: pasta con i ricci

Al primissimo posto la pasta con i ricci di mare. Se amate la cucina di pesce questo piatto fa per voi!

Una prelibatezza preparata con pochi e semplici ingredienti e l’intenso sapore del mare siciliano racchiuso in un unico piatto. I ricci con semplicità e bontà esaltano infatti il profumo del mare, garantendo tutto il sapore del Mediterraneo.

2) Arancino al Ragù:

Sapori siciliani: tavola calda siciliana Catania

Al secondo posto non poteva che esserci lui. L’arancino al ragù che in Sicilia viene quasi considerato una sorta di divinità. Mangiare un arancino è, infatti, un rito sacro per i siciliani. Bisogna trovare quello giusto, scegliere la forma adatta e la panatura perfetta.

Assaggia l'arancino! 

3) La Caponata:

Sapori siciliani: caponata

Sul nostro podio anche la Caponata siciliana, nota anche come Caponatina, che è uno dei più noti antipasti tipici della nostra terra. Composta da:

  • melanzane ed altre verdure cotte in padella e ripassate con
  • pinoli
  • sedano
  • cipolle
  • olive
  • capperi

Il tutto viene poi condito con una salsa agrodolce, questa ricetta presenta varianti diverse a seconda della città in cui viene preparata.

4) Pane e Panelle:

Corsi di cucina siciliana

Se passate per Palermo invece, non potete perdere le Panelle! Sono uno dei cibi cult dello street food della città e rappresentano il caratteristico spuntino della giornata. Le panelle solitamente si mangiano in mezzo alle “mafalde” che sono dei panini con semi di sesamo, rotondi e morbidi, con qualche goccia di limone e un pizzico di sale. Sono spesso accompagnate dai “cazzilli”, crocchette fritte di patate e prezzemolo.

Assapora lo street food palermitano! 

5) La Cartocciata Catanese:

Tavola calda siciliana Catania

La cartocciata è un must della cucina catanese, se vi ritrovate a passeggiare per la città non potete non assaggiarla. Si tratta di uno dei pezzi di rosticceria preferiti dai catanesi costituita da una pasta morbida, alta, soffice come un panino e dolce quasi come una brioche, farcita con prosciutto cotto, mozzarella e pomodoro e cotta in forno. Consigliamo anche le varianti con le melanzane o i funghi.

6) Parmigiana di Melanzane:

cucinare siciliano

Al centro nord si chiamano Melanzane alla Parmigiana, in Sicilia invece è la parmigiana ad essere di melanzane. La ricetta originale prevede l’uso di caciocavallo, pecorino, melanzane nostrane e basilico. Un piatto unico e sfizioso che potete preparare facilmente anche a casa.

Alberghi diffusi Italia: ecco come è rinata Scicli

Alberghi diffusi Italia: l’albergo “invisibile di Scicli

Un pó una casa e un pó un albergo, per chi non ama i soggiorni negli alberghi tradizionali in stile “condominio” ma preferisce sentirsi parte del territorio per scoprirne la sua autenticità. L’albergo diffuso è una nuova forma di ospitalità che nasce allo scopo di valorizzare i piccoli borghi dal punto di vista turistico, in modo sostenibile e senza dover ricorrere alla creazione di una struttura ricettiva.

La sua particolarità? L’albergo non si vede. Le camere, la reception, la sala colazione o il centro benessere, non si trovano in un unico edificio ma sono dislocate nel centro storico tra le strette vie di chi vive lì da sempre.

Questo modello di ospitalità è nato in Friuli negli anni 70 e pian piano si è diffuso in tutta Italia fino ad arrivare anche nella nostra meravigliosa Sicilia, in particolare a Scicli, riconosciuta dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità e da 10 anni location della fortunata serie de “Il Commissario Montalbano”.

Scopri il barocco siciliano! 

Le camere di questo albergo “invisibile” si trovano nel raggio massimo di 300 metri dalla via Mormina Penna, la via principale del centro storico che custodisce il cuore dell’albergo: la reception, la sala colazione e il ristorante.

La reception

Alberghi diffusi Italia: reception

Sembra incredibile ma la reception si trova all’interno di un bar/ristorante proprio di fronte al Municipio divenuto celebre grazie alla serie tv de “Il Commissario Montalbano”. La Reception è il luogo dove sono centralizzati tutti i servizi; qui c’è una postazione internet a disposizione degli ospiti e un bookshop dove è possibile acquistare guide, souvenir o prodotti locali.

Le camere

alberghi diffusi italia

Le camere, sono case storiche recentemente restaurate e si trovano nel raggio massimo di 300 metri dalla reception all’interno di palazzi nobiliari, dimore storiche o antichi palazzi con incredibile vista su chiese e monasteri. A seconda delle esigenze del cliente, si può scegliere di soggiornare in una camera con bagno privato (sono ben 23!) con tutti i classici servizi che può offrire un albergo tradizionale (pulizia e riassetto giornaliero) oppure in una delle 7 case tipiche dotate di ogni comfort (area living, cucina) e con riassetto e pulizia solo su richiesta.

I pasti “diffusi”

alberghi diffusi italia: la colazione

La “prima Colazione Diffusa” è un vero e proprio rito, un’occasione per conoscere gli altri ospiti e ritrovarsi tutti insieme a gustare i prodotti tipici del territorio preparati dagli artigiani iblei. La loro arte spazia dal salato al dolce con l’intento di presentare ogni mattina una novità: pane appena sfornato, i formaggi, le marmellate artigianali, la frutta fresca di stagione, le torte preparate giornalmente, il cioccolato di Modica, i cannoli e i dolci tipici di mandorle…cos’altro dire? Questo momento speciale può avere come cornice il fascino dell’immobile settecentesco in cui sorge la sala colazione, oppure la splendida piazza del Municipio.

Il “pranzo diffuso” e “le pizze diffuse” diventano invece due occasioni per esaltare e valorizzare ciò che il territorio offre di buono, tutto esclusivamente a km0.

Cosa fare nei dintorni

alberghi diffusi italia: percorso sensoriale

Se vi stuzzica l’idea di provare l’esperienza dell’alberga diffuso, Scicli e i suoi dintorni offrono tantissime esperienze da vivere.

Scopri le erbe aromatiche! 

Un percorso olfattivo sensoriale in un azienda agricola seguita da una degustazione di prodotti tipici del territorio, un laboratorio di cioccolato modicano; una lezione di cucina siciliana in un agriturismo o con uno chef stellato o un tour di Modica a bordo di una vecchia fiat 500…scopri tutte le esperienze su Sicilying!

visitare l'Etna

3 motivi per visitare l’Etna

3 motivi per visitare l’Etna

“Ed ecco il re delle fucine, l’Etna, che si erge, sempre attivo, sulla meravigliosa piana di Catania. Luogo di leggende, l’Etna: i Ciclopi, fabbricanti delle folgori celesti, vi manovrano, nelle forge di Vulcano, i loro enormi mantici di pelle di toro; il filosofo Empedocle si sarebbe gettato nel suo cratere, che ne restituì, si dice, soltanto un sandalo.”

Così lo storico francese F. Braudel descriveva l’Etna in una delle sue opere, dando l’idea di un luogo magico incantato e ricco di un misterioso fascino.

In realtà dell’Etna se ne scrive da ben 3.000 anni e questo rappresenta per l’Unesco “uno dei più documentati record mondiali nel campo dei vulcani”, tanto che dal 2013 è stato inserito nella World Heritage List dell’Unesco.

Per chi si trova in Sicilia, l’Etna è una tappa fondamentale sia nei mesi più caldi che d’inverno, quando la neve la ricopre di un candido manto bianco. Cosa c’è di più unico di una sciata su un Vulcano?

I motivi per visitare l’Etna, lo avrete capito, sono tantissimi. Abbiamo però raccolto per voi quelli per noi più importanti.

Ecco dunque, i 3 motivi per visitare l’Etna:

E’ un luogo ricco di leggende 

All’Etna sono legate numerose storie e miti. Tra queste, si racconta che un tempo il gigante Encelado, volendo togliere il potere a Giove, decise insieme ai suoi fratelli di raggiungere la dimora degli dei mettendo una sopra l’altra tutte le montagne più alte del mondo. Giove, irato per l’arroganza di Encelado, scagliò sui giganti un fulmine che infiammò tutto il cielo accecandoli. Encelado, sepolto dalla montagna, non riuscendo a spostarla, cominciò a sputare fiamme dal petto che salirono fino alla vetta dell’Etna. La sua rabbia non si è ancora placata ed ogni tanto scatena ancora la sua forza emettendo colate di lava.

Scopri le leggende! 

Il paesaggio è mozzafiato

Il territorio dell’Etna si caratterizza per avere paesaggi molto variegati. Questo dipende, oltre che dall’altitudine, dalla diversa compattezza del terreno ad opera delle colate laviche che si succedono nel tempo, nonché dal variare delle temperature e delle precipitazioni. Partendo dai piani più bassi, si trovano infatti vaste campagne, vigneti ed agrumeti. Intorno ed oltre i 2.000 metri si trovano invece fitti boschi di castagni e querce. Tra i 2.450 ed i 3.000 metri, il paesaggio diventa brullo, desertico e quasi lunare. A questa altitudine infatti, nessuna forma di vita potrebbe sopravvivere.

Ammira il panorama! 

Una volta visitata, ti cambierà per sempre

L’Etna, dopo averla visitata, ti lega a sé per sempre. Per quanto lontano tu possa andare ed in qualnque paese tu possa tornare, i suoi paesaggi così differenti, i suoi colori così preziosi e la sua grande energia rimarrano per sempre dentro di te. Ti regala un senso di impotenza e di quiete, un senso di pace con il mondo. Ecco perché visitare l’Etna.

Vi abbiamo convinto a visitare l’Etna? Vi proponiamo dunque di prendere parte ad una escursione durante la quale potrete godere di tutto ciò che vi abbiamo raccontato. Grotte di scorrimento lavico, antiche caldere e trekking indimenticabili!

Catania

Cosa fare a Catania: tutte le attrazioni da scoprire

Catania sorge sulla costa orientale della Sicilia, ai piedi dell’Etna. Il centro storico della città dell’Elefantino  è stato dichiarato patrimonio dell’umanità: è uno dei più belli e ricchi di storia grazie al  barocco, che è lo stile architettonico caratterizzante di questa splendida città.  Se sei un turista e ti trovi da queste parti, Sicilying ti consiglia 5 attrazioni e cose da fare:

Cosa fare a Catania: Tour sull’Etna a 3440 di altezza

Iniziamo con un’attività sull’Etna, il vulcano più alto d’Europa: se siete amanti della natura e del trekking, potrete fare un’escursione di intera giornata alla scoperta del versante meridionale dell’Etna! Verrete accompagnati da una guida alpina/vulcanologica con la quale apprezzerete l’imponente bellezza del vulcano attivo più alto d’Europa, a 3340 m di altitudine. Giunti in cima, davanti ai vostri occhi tutta l’imponenza dei crateri sommitali. Esplosioni e boati davvero unici e suggestivi!

Cosa fare a Catania: Degustazione di vini

Vini siciliani

Altra proposta è una degustazione di vini ai piedi dell’Etna: visiterete la cantina situata nel versante Nord dell’Etna e ammirerete i vigneti prima di assaporare una ricca degustazione che accompagna i vini con prodotti tipici locali. In questi terreni nascono pregiati vini dell’Etna: rossi, bianchi, rosati e spumante. I suoli vulcanici dell’Etna sono molto particolari, perchè originati dalla lenta degradazione della roccia lavica!

Cosa fare a Catania: Surf a La Playa

cosa fare a catania: surf

La terza idea riguarda il mare di Catania, meta ambita dai turisti grazie al clima siciliano, che permette di godere di alcune esperienze anche in inverno. Una di queste è il surf: vi proponiamo una lezione di surf di un’ora e mezza per imparare a dominare le onde. La lezione è suddivisa in teoria, prove di simulazione in spiaggia e prova pratica in acqua.

Corso di cucina siciliana

cosa fare a catania: Ricette sicilia

Al quarto posto, non può di certo mancare la cucina siciliana, amata dal mondo intero. La tradizione culinaria dell’isola ha origine fin dall’antichità e costituisce una tipicità ed è rappresentata da sapori unici influenzati dalla cultura e dalla storia che sono motivo di attrazione turistica. Se volete conoscere dei piccoli segreti di questa sicilianità, vi suggeriamo dei corsi dedicati interamente all’apprendimento di alcune pietanze: pizza, scacciate siciliane e piatti tipici della cucina siciliana classica.

Centro benessere in hotel 4*

cosa fare a catania: Hotel spa sicilia

Dopo una giornata alla scoperta della città, potrete anche concedervi una pausa relax in un centro benessere: potrete rilassarvi per 1 notte tra cene a lume di candela, massaggi relax e percorsi benessere!

Buon divertimento!

cosa vedere a palermo

Mini-guida: Cosa vedere a Palermo in 1 o 3 giorni e dove mangiare

Cosa vedere a Palermo e dintorni in pochi giorni? Domanda difficilissima! Perché Palermo non è una città come le altre. Crogiolo di culture, greca, romana, araba, terra di conquista per normanni, svevi, francesi e spagnoli.Città segnata da secoli di storia e dominazioni che riemergono dai suoi mille volti, amalgama di culture e tradizioni diverse.

Capoluogo della Sicilia, con un patrimonio artistico e culturale ricchissimo e variegato, definita dall’Unesco la città con il centro storico più grande d’Europa. Punto di sintesi delle culture del Mediterraneo, nel quale convivono armoniosamente cupole arabe, chiese dal gusto barocco, palazzi in stile liberty, teatri neoclassici, settecenteschi spazi verdi e brulicanti mercati storici che ricordano i suq arabi.

Ma non spaventatevi! Sicilying ha selezionato per voi percorsi unici, che vi permetteranno di conoscere la città in una visita lampo, come in un soggiorno di più giorni.

Se atterrate a Palermo per il vostro tour in Sicilia e vi state chiedendo cosa vedere a Palermo in un giorno, la nostra mini-guida è pensata per voi.

Il primo consiglio che vi diamo: partite dal cuore del centro storico e magari dal Teatro Massimo Palermo. Il Teatro è indubbiamente uno dei monumenti più rappresentativi della città e, con i suoi 7730 metri quadrati di area, è l’edificio teatrale lirico più grande d’Italia e il terzo d’Europa (secondo solo alle opere di Parigi e di Vienna).

Procedendo da Piazza Teatro Massimo lungo via Maqueda, dopo una ventina di minuti potete arrivare alla famosa chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio, meglio conosciuta come Chiesa della Martorana poiché nel 1433 fu ceduta dal re Alfonso d’Aragona alle monache benedettine del vicino convento fondato dalla nobildonna Eloisa Martorana. Edificato nel 1143, l’edificio si contraddistingue per la molteplicità di stili di cui costituisce superba sintesi: la facciata è barocca, ma è evidende lo stile originario che è di matrice arabo-normanna; l’interno di una disarmata bellezza vi stupirà con magnifici e maestosi mosaici bizantini, considerati i più antichi della Sicilia. Punto centrale di tutta la decorazione musiva è l’immagine del Cristo Pantocratore circondata da arcangeli, apostoli, santi e profeti; a completare il ciclo, gli stupendi mosaici a ritrarre la Natività di Gesù, il Transito di Maria, l’Annunciazione e la Presentazione al Tempio.

Salendo per Corso Vittorio Emanuele, vi imbatterete poi nella stupenda Cattedrale di Palermo. Consacrata alla Vergine Assunta e custode delle spoglie dei reali di Sicilia e di Santa Rosalia patrona cittadina, anche la Cattedrale è simbolo artistico della convivenza di culture e della stratificazione di contributi artistici che nei secoli ha dato forma ad un edifico di straordinaria bellezza; non a caso essa sorge sul sito occupato precedentemente da una basilica cristiana (604) trasformata dai Saraceni in moschea (831) e successivamente (ri)convertita al culto cristiano dai Normanni (1072). La facciata in stile gotico catalano, la cupola tardo barocca e l’abside con decorazioni arabo-normanne hanno poi completato un capolavoro di sintesi artistica e culturale.

Se il vostro itinerario vi permette un soggiorno più lungo, avete un weekend a disposizione e vi state chiedendo cosa vedere a Palermo in tre giorni, non potete mancare una visita ai mercati rionali: luoghi che conservano ancora un fascino antico e fuori dal tempo, dove sono vivi i colori e i profumi della Palermo più verace.

palermo guide

I mercati più celebri sono quelli di Ballarò e Vucciria, posti rispettivamente nei pressi della stazione e della Chiesa della Martorana, Altri due mercati da visitare assolutamente sono quelli del Capo, situato alle spalle del Teatro Massimo, e Borgo Vecchio, che si trova vicino al porto e che troverete aperto anche la notte. Ma se volete vivere un’esperienza unica, visitate uno di questi mercati al fianco di uno chef o una famiglia del luogo selezionati da Sicilying e poi cucinate (e soprattutto degustate!) insieme a loro i piatti più caratteristici della cucina palermitana!

Non avete voglia di mettervi ai fornelli? Niente paura! Palermo è anche capitale dello street food: le celebri arancine, le crocchè o “cazzilli” a base di patate, le panelle (frittelle di farina di ceci), lo sfincione; e l’immancabile “pane ca’ meusa”, ovvero la pagnottella ripiena di milza, polmone e trachea a pezzettini cucinati con lo strutto, nella versione “schietta” cioè semplice (per così dire!), oppure “maritata” ovvero con l’aggiunta di ricotta.

Assaggia l'arancino! 

Mentre state decidendo cosa vedere a Palermo per il weekend, non scordatevi la proposta di Sicilying di un tour della città in bicicletta con degustazione inclusa ! Seguite i nostri itinerari, con una guida o in libertà, e scoprirete i luoghi più significativi della città a portata di pedalata.

Avete a disposizione più di un weekend per soggiornare in città e vi interrogate su cosa vedere a Palermo in 4 giorni o più? Non mancate di raggiungere Monreale, a soli 8 km dalla città.

Cosa vedere a Monreale? Innanzitutto la bellissima cattedrale in stile arabo–normanno, dedicata alla Vergine Maria e costruita nel 1174 da Gugliemo II d’Altavilla. I mosaici in oro, realizzati tra il XII e il XIII secolo da artisti locali e veneziani di scuola bizantina, sono uno spettacolo di colori e splendori, tutto da ammirare, e le scene culminano nell’abside centrale dominato dall’imponente figura del Cristo Pantocratore, di potentissimo impatto scenografico. Testimonianze parlanti di culture ricchissime, di cui si è persa memoria nella notte dei tempi.

Se poi il tempo non manca e vi chiedete cosa vedere a Palermo e dintorni, raggiungete la spiaggia di Mondello e godetevi le meraviglie del mare della Sicilia! Facilmente raggiungibile dal centro con i mezzi pubblici, è meta del turismo balenare non solo dei palermitani ma anche dei turisti; meta ideale per godervi una giornata di mare meraviglioso in un’uscita semplice e di facile portata dalla città.

Sali in barca! 

barche a vela

Corsi di vela in Sicilia: scopriamo le mete più belle dove praticarlo

L’estate è certamente la stagione migliore per tuffarsi in nuove ed entusiasmanti avventure in acqua e scoprire i migliori corsi di vela in Sicilia!

Il mare siciliano con i suoi intensi colori e le sue acque cristalline ospita numerose attività, tra le tante che vi proponiamo vi sono i corsi di vela in Sicilia. Quale miglior modo di avvicinarsi alla natura in modo divertente e in compagnia di amici? Le località dove praticare questo sport sono da mozzare il fiato e sarà un piacere riscoprire la bellezza dell’Isola siciliana imparando qualcosa di nuovo!

La vela ha origini antichissime, usato prima a scopi commerciali poi entrato a regime tra gli sport più competitivi e divertenti della storia, non perdere l’occasione di trascorrere una giornata ricca di nuove esperienze, chissà che ne diventi una passione! I corsi di vela ci permettono di conoscere la natura da un nuovo punto di vista, quello del mare e del vento, scoprire i loro tempi e stabilirne una connessione e una intesa con le tecniche acquisite durante le ore di pratica.

Iniziamo subito ad esplorare le affascinanti mete siciliane e i loro mari che ci ospiteranno in questa prossima avventura!

CORSI DI VELA IN SICILIA: SIRACUSA

Corso di vela da 8 lezioni

Le acque che bagnano la Sicilia offrono scenari suggestivi per approcciarsi in modo unico allo sport della vela. La costa sud-orientale siracusana ospita il corso di vela in Sicilia per principianti. È questo il momento di tuffarsi in una esperienza tutta nuova e ricca di sorprese da condividere con vecchi e nuovi amici!

Il corso di vela ti insegnerà come acquisire le numerose tecniche di manovra, imparerai insieme agli esperti la terminologia esatta e la conduzione della barca a vela, prendendo dimestichezza con le parti di cui è composta. Il corso ha una durata di 8 lezioni di 3 ore ciascuna, al termine delle quali verrà rilasciato il diploma FIV.

Corso di vela con deriva

Quale miglior momento dell’estate per approfittare delle splendide acque siracusane per imparare a condurre una deriva a vela?  Le tecniche di manovra e di conduzione di una deriva a vela sono ciò che Sicilying propone per chi vuole iniziare un corso di barca a vela in Sicilia. Nelle acque antistanti Siracusa gli insegnanti federali ti guideranno in questa nuova avventura facendoti scoprire i segreti della deriva a vela, il controllo della vela, il controllo dell’assetto, il controllo del timone e tante altre tecniche che ti saranno utili per imparare un nuovo sport in una delle località più belle d’Italia!

I corsi di iniziazione di deriva a vela in Sicilia si compongono di 8 lezioni, di 3 ore ciascuna, al termine delle quali verrà rilasciato da parte degli esperti il diploma federale FIV. 

Lezione di vela su cabinato

corsi di vela in sicilia: siracusa

Delle scarpe da barca e una cerata sono tutto ciò che ti occorre per approfondire le tue conoscenze in fatto di navigazione di una barca a vela! Non aspettare altro tempo e unisciti a nuovi amici o scegli lezioni individuali della durata di 2 ore.

A bordo incontrerai gli insegnanti della Federazione Italiana Vela per imparare nuove tecniche di conduzione di barca a vela! Salperai dal porticciolo di Ortigia, famosa isola di Siracusa, affascinante meta turistica in passato di dominazione greca. Con tanto entusiasmo e voglia di imparare trascorrerai una giornata ricca di nuove esperienze a largo di una delle coste più belle della Sicilia!

Inizia a veleggiare! 

CORSI DI VELA IN SICILIA: PALERMO

Corso di vela da 6 lezione ad Isola delle Femmine

corsi di vela in sicilia: isola delle femmine

Lungo la costa occidentale della Sicilia si trova uno degli isolotti più incantevoli d’Italia: l’Isola delle Femmine. Le leggende che aleggiano su questa splendida porzione di terra incorniciata dal Mar Tirreno sono numerose e le donano un’aurea di magia e di mistero. Si narra che il nome derivi dalla credenza che sulle torri diroccate poste sull’isola di Sicilia fossero imprigionate solo donne. Sicilying ha scelto questa suggestiva location come scenario per una delle attività più entusiasmanti da praticare nel periodo estivo: i corsi di barca a vela.

Come lasciarsi scappare l’occasione di essere protagonista di una nuova avventura all’interno di un panorama così speciale? È proprio qui, tra le acque palermitane, che si svolge il corso di vela per principianti. Il programma prevede 6 lezioni della durata di 1 ora, basate sull’apprendimento delle tecniche fondamentali per la gestione della barca a vela. Il corso di vela verrà diviso in una parte teorica svolta a terra e in una parte pratica eseguita direttamente in mare.

Dopo i corsi di barca a vela potrai rilassarti godendo di uno dei tramonti più spettacolari della Sicilia!

ISOLE EOLIE

Escursione in barca a vela e SUP

corsi di vela in sicilia: Isole Eolie

Quante volte hai sognato di raggiungere le Isole Eolie imparando le tecniche di conduzione di una barca a vela? E di costeggiare alti pilastri di roccia a bordo del SUP?

I corsi di barca a vela proposti da Sicilying vi portano alla scoperta di location mozza fiato. Il corso di vela avrà inizio partendo dalla suggestiva e selvaggia Isola di Vulcano alla volta di Lipari.

Durante la navigazione godrete di paesaggi incantevoli, potrete partecipare alla gestione della barca a vela e della conduzione del timone. Le acque cristalline che fanno da protagoniste a questi scenari cattureranno la vostra attenzione e potrete maggiormente apprezzarle non appena approderete a Lipari, quando a bordo del SUP pagaierete sfiorando l’acqua e ammirando gli alti pilastri di roccia nera creati dalla natura selvaggia e incontaminata. Se vi andrà, potrete fare anche snorkeling! 

Non vi resta che salpare a bordo e godervi la vostra meravigliosa giornata nell’isola di Sicilia. Scopri tutte i corsi di vela in Sicilia!

Ragusa Ibla: itinerario tra le meraviglie barocche

Ragusa, capoluogo di provincia più meridionale di Italia, sorge sui Monti Iblei ed è localizzata nella parte sud-orientale della Sicilia. “Laltra Sicilia”, come viene spesso chiamata, data la sua diversa storia rispetto al resto dell’isola, fu completamente distrutta dal terremoto del 1693 e fu ricostruita in Ragusa Alta e Ragusa Ibla.

Questa divisione fu il risultato di diversi contrasti, ma il più significativo fu senz’altro quello tra le due Chiese principali, in particolare tra i San Giorgiani e i San Giovannesi, che erano legati all’uno o alla altra chiesa, difendendone la propria autonomia.

Sali in 500! 

Il nostro itinerario a Ragusa si svolge nel centro storico barocco di Ragusa, ovverosia Ibla. Ibla rappresenta il fiore all’occhiello della città e grazie alle numerose chiese e ai palazzi costituisce la parte più affascinante e “attempata” di Ragusa. Infatti, grazie alla sua architettura barocca, il centro storico è stato inserito dall’Unesco tra i patrimoni mondiali dell’umanità.

Ragusa Ibla: Chiesa Santa Maria delle Scale

Santa maria delle scale

Il percorso inizia da una parte più alta e più antica della città, proprio per farvi ammirare dall’alto lo straordinario panorama di questa bomboniera barocca, come in una cartolina. La Chiesa, infatti, è posta al limite tra Ragusa Alta e Ragusa Ibla. Essa fu riconstruita dopo il sisma del 1693 in stile barocco, ma conserva ancora un’intera navata in stile gotico che ci riportano allo stile architettonico della città prima delle distruzioni dal terremoto. 

Ragusa Ibla: Chiesa del Purgatorio e alcuni palazzi

Ragusa-Chiesa-del-Purgatorio

Scendendo le scale si arriva a Ragusa Ibla e alla Chiesa del Purgatorio, considerata una delle Chiese più antiche di Ibla. La Chiesa, a differenza di altri monumenti, è rimasta pressocchè integra dopo il terremoto, ma sono stati comunque apportati alcuni cambiamenti nel corso dei secoli, come le tre navate al suo interno e il prospetto della Chiesa, posto su una scalinata. Inoltre nella chiesa si trova il più antico organo di Ragusa. Nelle vicinanze, incontriamo il Palazzo Sortino Trono, palazzo nobiliare, che si affaccia sulla piazza “degli Archi” sulla balconata chiamata “cianu re Signuri”, accessibile tramite una ripida scala da via del Mercato.

Ragusa Ibla: Piazza Duomo: il Duomo e il Circolo di Conversazione

ragusa_ibla_duomo

Proseguendo per la via del Mercato con davanti la vallata del torrente San Leonardo e girando sulla via Camerina, si arriva in Piazza Duomo, cuore del barocco di Ibla. La piazza accoglie il Duomo di San Giorgio, incorniciato da palazzi barocchi e il Circolo di Conversazione. Il Duomo domina l’intera piazza ed è una delle massime espressioni dell’architettura barocca. La chiesa fu costruita dove un tempo c’era la chiesa di San Nicola, che era stata distrutta dal terremoto e che precedentemente era parocchia dei fedeli di rito  greco e dopo essere passata al rito latino, diventò “chiesa sacramentale” di San Giorgio. L’architetto ricostruì il Duomo in stile barocco, come è possibile ammirare ancora oggi, con la sua maestosa cupola e la sua grande scalinata esterna.

Gusta il cioccolato modicano! 

Il Circolo di Conversazione fucostruito agli inizi dell’800 su iniziativa dei nobili appositamente come circolo. Presenta uno stile neoclassico e al suo interno c’è una grande sala con divani e specchi con cornici ottocentesche e agli angoli della stanza figure a mezzo busto di Dante, Bellini, Galileo e Michelangelo.

 Giardino Ibleo

Ragusa Ibla-Villa5

Il Giardino si estende nella parte più bassa di Ibla e si affaccia sulla vallata del fiume Irminio. Fu costruito nel 1858 per iniziativa di alcuni nobili. Al suo interno troviamo panchine, alberi ma anche tre chiese: Chiesa di San Giacomo, Chiesa dei Cappuccini e la Chiesa di San Vincenzo Ferreri. Al centro della villa sorge il Monumento ai caduti della Grande Guerra.

Portale San Giorgio

Ragusa Ibla: portale

Uscendo dal Giardino, sulla sinistra, troviamo il Portale di San Giorgio, unico resto del  vecchio Duomo di San Giorgio distrutto dal terremoto del 1693 e che poi fu ricostruito più in alto in stile barocco dove lo troviamo oggi.

Ragusa Ibla: Immagine google maps
catacombe di palermo

Catacombe di Palermo: storia e curiosità

Esiste un luogo nel cuore di Palermo dove il tempo sembra essersi fermato a 500 anni fa, un luogo che ogni anno attira la curiosità di numerosi turisti affascinati dal silenzio assordante che solo un luogo come questo può trasmettere: stiamo parlando delle catacombe di Palermo.

Le catacombe di Palermo, nel quartiere Cuba, nacquero come luogo di sepoltura dei Frati Cappuccini che nel 1534 si stabilirono presso la chiesa di Santa Maria della Pace. Il primo ad essere mummificato fu infatti frate Silvestro da Gubbio nel 1599.

Il metodo di imbalsamazione prevedeva prima di tutto l’esportazione di tutti gli organi interni e successivamente lo “scolo” della salma per circa un anno. Una volta rinsecchito, il corpo veniva lavato con aceto, riempito di paglia e rivestito. Nei periodi di epidemia invece i corpi venivano lavati con arsenico o acqua di calce.

Ben presto fu concessa anche ai ricchi cittadini, in cambio di ricche donazioni, la possibilità di seppellire i propri cari all’interno delle catacombe. Nei diversi settori, divisi per sesso e categoria sociale, si trovano ad esempio commercianti e borghesi vestiti con abiti eleganti, ufficiali dell’esercito in uniforme di gala o infine giovani donne vergini, decedute prima di sposarsi, vestite con il loro abito da sposa.

Il metodo di sepoltura utilizzato dai frati era così apprezzato che le catacombe divennero una sorta di zona franca, esclusa da tutte le leggi civili che negli anni vennero emanate in materia di sepolcri.

A causa di disposizioni sanitarie che vietarono la sepoltura in chiese e sotterranei, le catacombe furono chiuse nel 1880, le ultime due salme accolte al loro interno in via del tutto eccezionale furono quella di Giovanni Paterniti, viceconsole degli Stati Uniti e nel 1920 quella della piccola Rosalia Lombardo, morta a 2 anni per una polmonite e oggi nota come “la bella addormentata”.

Visitare Palermo senza visitare le catacombe significa non avere una visione completa  della storia del capoluogo siciliano. Un tour guidato è senza dubbio il miglior modo per entrare a contatto con questa incredibile realtà! La nostra guida vi farà vivere un’esperienza a ritroso nel tempo raccontandovi tutta la storia e le curiosità di questo luogo magico. Al termine della visita delle Catacombe di Palermo, visiterete anche il Duomo di Monreale, edificato nel 1174 da Guglielmo II. Il tour si concluderà con una degustazione di prodotti tipici siciliani!

Scopri i tour di Palermo 

cosa vedere a messina: la madonna della lettera

Cosa vedere a Messina, la città alle porte della Sicilia

Chiunque si sia trovato per un periodo di tempo fuori dalla Sicilia ha avuto la sensazione che Messina è il bentornato a casa degli isolani, legati al loro Stretto. Nonostante i devastanti terremoti e le guerre che l’hanno resa così moderna, Messina merita sicuramente una sosta ed una nostra visita. Scopriamo insieme cosa vedere a Messina!

COSA VEDERE A MESSINA: IL DUOMO

Credit – Discover Messina

Il Duomo di Messina risale al 1120 e fu costruito per volere del re normanno Ruggero II. Fu più e più volte distrutto da incendi e terremoti, ma è sempre stato ricostruito mantenendo nelle linee architettoniche l’antica struttura normanna. Splendidi i mosaici delle absidi, i marmi policromi dell’altare maggiore e sulle canne dell’organo più grande d’Italia, terzo in Europa.

Due gli appuntamenti da non perdere: a mezzogiorno in piazza per ammirare l’orologio astronomico più complesso d’Europa con il ruggito del leone, il chicchirichì del gallo e l’Ave Maria di Shubert e, in cima alla torre, per il rituale affaccio panoramico.

COSA VEDERE A MESSINA: IL MUSEO REGIONALE

cosa vedere a Messina: il museo regionale di Messina
Credit – StrettoWeb

Il nostro tour prosegue con la visita del Museo Regionale, tappa obbligata per ammirare il polittico di S.Gregorio, dipinto da Antonello da Messina nel 1473 e i due capolavori messinesi del Caravaggio ovvero l’Adorazione dei Pastori e la Resurrezione di Lazzaro.

l Museo illustra l’arte figurativa messinese dal secolo XII al XVIII. Le collezioni di dipinti e sculture, oggetti d’arte e manufatti decorativi sono ordinate secondo un criterio cronologico e comprendono opere di autori prestigiosi quali Mattia PretiGirolamo AlibrandiVincenzo CatenaAnnibale CarracciFrancesco Laurana e molti altri.

Il biglietto d’ingresso al museo ha un costo di 8 € (ridotto 4 €).

Si consiglia di verificare la corrispondenza degli orari di apertura e dei prezzi contattando direttamente la struttura.

LE TIPICITA’ MESSINESI

Dal sacro al profano, chi è in vena di acquisti può scegliere tra le ceramiche, i prodotti enogastronomici siciliani, la pasticceria messinese, le cassate, i cannoli, i torroncini, la frutta Martorana, l’ottima granita con brioche.

Prepara un dolce messinese! 

COSA VEDERE A MESSINA: LE SPIAGGE

Credit – Sicilyphotodiscover

Non dimentichiamo la litoranea: le spiagge migliori s’incontrano verso la frazione di Torre Faro in corrispondenza di Capo Pedoro. Lungo la spiaggia del Pilone, il punto più stretto dello Stretto, si susseguono diversi stabilimenti balneari.

I LAGHI DI GANZIRRI

Credit – Pinterest – Salvatore Russo

Tra la città e Torre Faro, i laghi salati di Ganzirri rappresentano una bella gita fuori porta.

Su questi laghi sono state raccontate diverse leggende. La più conosciuta è quella secondo cui, a causa della sua profondità, un tempo al posto del lago grande vi era la città di Risa, antica cittadina dalle mure bianche inabissatasi dopo un terremoto proprio in queste acque insieme a tutti i suoi abitanti e di cui, a detta dei pescatori della zona, si possono tuttora vedere le antiche mura e a mezzanotte sentire il rintocco delle campane della chiesa.

Scopri gli antichi mestieri! 

I laghi di Ganzirri sono stati dichiarati beni d’interesse etno-antropologico particolarmente importante, in quanto sede di attività produttive tradizionali legate alla mitilicultura e tellinicultura.

Molti pescatori mettono a disposizione di turisti e curiosi le loro imbarcazioni da pesca per raccontare la storia dei laghi da un punto di vista diverso.

Scopri cosa fare a Messina con Sicilying.