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Autore: Carmelo Indelicato

Catania

#Viaggiamoconlamente: Cosa vedere a Catania e dintorni… in 2 giorni!

Visitare Catania in due giorni? Certamente sì, anche se in questo periodo non possiamo che sognarlo o programmarlo per il futuro!

Viaggiamo con la mente e scopriamo insieme cosa vedere a Catania in 2 giorni!

Catania

Città piena di vita e dalle molteplici possibilità: come racchiudere tutta la vitalità della città in due giorni?? Seguiteci: con noi non vi servirà altro che una mappa e delle scarpe comode.

Innanzitutto Catania ha tutto quello che serve per un soggiorno al top: il mare, la montagna (il vulcano!), le bellezze barocche, cibo straordinario e, non da ultimo, lo shopping.

Catania ha poi uno degli aeroporti principali della Sicilia: ideale per iniziare o concludere il vostro tour. Soggiornate in hotel o presso l’Ostello Catania, con il giusto comfort low cost, e scegliete con noi cosa vedere a Catania in 2 giorni.

In città

Una passeggiata in centro è già un viaggio straordinario.

Catania, la città

Il Palazzo degli Elefanti a Catania, sede del comune, e la facciata della Cattedrale risplendono in Piazza Duomo; poco lontano, la stupenda Via Crociferi con le sue chiese (S. Benedetto, S. Francesco, S. Giuliano, S. Camillo) sale verso l’imponente Monastero dei Benedettini.

Cuori pulsanti sono poi i mercati storici con suoni colori e odori della Sicilia più verace: il mercato del pesce alla Pescheria, e quello di Piazza Carlo Alberto.

Cosa mangiare a Catania? Non vi è che l’imbarazzo della scelta!

Catania
Catania – Ph Paolo Peluso

Street food alla Pescheria: un tour gastronomico di Catania. Da assaggiare u “sangeli” (sanguinaccio locale) e lo “zuzzo” (gelatina di maiale); e nella popolare Via Plebiscito gli ambulanti vi offrono carciofi arrostiti e la più succulenta carne di cavallo: bistecche grigliate sul posto, polpette e la cipollata.

Immancabile la rosticceria catanese: arancini, cartocciate, pizzette, cipolline e tanto altro nei bar lungo la storica Via Etnea.

E poi i dolci: granite, pasta reale, cassate, cannoli, in pasticcerie rinomate guardando il Duomo.

Ma la città non è capitale solo dello street food.

Se vi chiedete dove mangiare a Catania, il centro è ricco di locali caratteristici con i piatti più tipici, dalla caponata alla “pasta alla Norma”, dalla celebre parmigiana ai piatti di pesce.

Fuori città

Cosa visitare vicino Catania? Innanzitutto l’Etna! Non potete perdervi gli scenari “lunari”, le grotte e le bocche forgiati dalle colate del vulcano attivo più grande d’Europa. E poi i paesi Etnei pieni di tradizione e cultura, con gli edifici bicolore pietra lavica e bianco.

La montagna da un lato, il mare dall’altro: tra i paesaggi da vedere assolutamente a Catania, a nord della città trovate la scogliera e un mare focoso a lambire le rocce laviche creando meravigliosi fondali; imperdibili i faraglioni e il porto ad Acitrezza, la fortezza di Acicastello, la riserva naturale della Timpa e Acireale con chiese e palazzi barocchi, mangiando il pesce in terrazze sul mare. A sud, la spiaggia sabbiosa denominata “la playa” si estende per chilometri dal faro verso Siracusa. Luoghi ideali per gli sport d’acqua, come ad esempio lezioni di surf, il windsurf, il bodyrafting o  semplicemente per godersi il mare.

Due giorni a Catania: intenso e imperdibile!

mani in pasta

Ricette Siciliane: i 5 dolci da preparare in casa

mani in pasta

Una delle cose che più è emersa durante questo periodo in cui siamo costretti a rimanere a casa, è aver riscoperto il piacere di preparare con le nostre mani quelle ricette che in tempi “normali” non avremmo avuto il tempo o la voglia di preparare.

Tra l’altro, secondo Charlotte Rudge di Huffington Post US, “cucinare aiuta ad alleviare stress ed ansia ed è un ottimo modo per coinvolgere tutti i membri della famiglia…per cui quale miglior modo per affrontare questo periodo?

Abbiamo quindi stilato una classifica dei 5 dolci che potrete preparare in casa per la vostra colazione o merenda…riscopriamo insieme gli antichi sapori della nostra terra!

1 Riso nero alla messinese

Il nome Riso Nero può far pensare ad un primo piatto, in realtà si tratta di un golosissimo dolce a base di cioccolato tipico della città di Messina a base di riso, latte e cioccolato.

2. Cassatelle di Agiracassatelle di agira

Si tratta di ravioli dolci fritti ripieni di ricotta o cioccolato, tipici della Sicilia occidentale ed in particolare di Agira. Vengono in genere consumati nel periodo di carnevale, ma nulla vieta di poterli preparare tutto l’anno!

3. Biancomangiarebiancomangiare

E’ un dolce al cucchiaio molto semplice da preparare preparato con latte vaccino e amido per dolci. Fu importato in Sicilia dagli arabi, infatti viene preparato anche in Turchia ed in Medio Oriente!

4. Brioche col tuppobriocheatupposicilianeIn genere la brioche, nelle calde giornate d’estate, accompagna le freschissime granite preparate nei bar o addirittura, molti preferiscono farcirla con il gelato. Una cosa è certa. La Brioche col tuppo dovrebbe diventare Patrimonio dell’umanità! Il profumo delle brioche appena sfornate è qualcosa di davvero magico e inebriante.

5. Crispelle di riso catanesicrespelle di riso

Le crispelle di riso sono dei dolci catanesi fritti e ricoperti di miele che per tradizione, a Catania e provincia, si preparano per la festa del papà, anche se si possono trovare nelle pasticcerie durante tutto l’anno. Croccanti fuori e morbide dentro, le crispelle profumano di agrumi perchè l’impasto prevedere bucce di limone ed arancia.

Adesso dilettatevi a preparare una di queste ricette siciliane!

Se volete prendere parte ad un corso di pasticceria siciliana per imparare tutte le ricette della nostra tradizione, potete acquistare sul nostro sito un coupon regalo che vi consentirà di fissare in futuro la data del vostro corso! In ogni offerta, basterà cliccare sul pulsante “Regala” e riceverete così un coupon da utilizzare quando vorrete.

valle dei templi

Viaggiare con la mente: tour virtuali per scoprire la Sicilia da casa

Ad una settimana di distanza dalle restrizioni del Governo che ci impongono di rimanere a casa, c’è chi si dedica a sperimentare nuove ricette in cucina, chi a fare ordine tra vecchie foto di un weekend fuori porta mai ordinate nel pc o chi invece sfogliando un libro sogna ad occhi aperti il prossimo viaggio per viaggiare con la mente.

Sappiamo cosa state pensando… il 3 Aprile sembra non arrivare mai!

Così, per aiutarvi ad affrontare questa quarantena con un po di leggerezza, abbiamo selezionato per voi dei tour virtuali di alcuni siti, chiese, piazze e monumenti in Sicilia che potrete godervi comodamente dal divano di casa vostra per viaggiare con la mente.

1. Il Duomo di Monreale

Il duomo di Monreale rappresenta l’unione perfetta tra la cultura normanna della facciata e le influenze islamiche e bizantine dell’interno. Durante il virtual tour, ammirerete le pareti del tutto ricoperte di mosaici che raccontano la storia di Gesù attraverso immagini, colori e forme studiate in ogni minimo dettaglio.

2. Il monastero dei Benedettini

Il Monastero dei Benedettini di Catania non è un semplice Monastero, ma è anche un luogo ricco di cultura in cui tradizione e modernità si fondono per dar vita ad un luogo tutto da esplorare. Esplorate gli spazi interni ed esterni principali e addentratevi in un luogo mistico e affascinante!

3. Taormina

Che ne dite di ammirare il panorama mozzafiato su Isola Bella dalla terrazza sul mare di Taormina? Godetevi una tipica giornata di sole siciliana ed esplorate la piazza intorno a voi!

4. Piazza del Duomo di Siracusa

E’ considerata una delle piazze barocche più belle della Sicilia. Durante il virtual tour, potrete ammirare intorno a voi i nobili palazzi antichi e la facciata del Duomo; entrate ed esploratelo!

5. I Faraglioni di Acitrezza

Sentite il profumo del mare ed il rumore delle onde? Godetevi il tramonto sui faraglioni di Acitrezza, piccolo borgo marinaro legato alle leggende di Polifemo. Si racconta infatti che i tre faraglioni siano in realtà le pietre scagliate da Polifemo ad Ulisse, dopo essere stato accecato.

6. La Valle dei Templi

Grazie alla piattaforma di Google dedicata alla cultura, potrete esplorare la fantastica Valle dei Templi. Accedi alla valle assaporando il paesaggio interno della Sicilia con la sua natura in risveglio; respira il fascino della storia, immergendoti tra le colonne greche e vivi l’incanto di uno dei siti archeologici e beni culturali più belli al mondo!

Non vi è che l’imbarazzo della scelta. Sfruttate questa possibilità per gustarvi dei luoghi meravigliosi della Sicilia restando comodamente a casa, in attesa di poterli vivere e scoprire dal vivo al più presto con Sicilying!

Petralia Soprana

I borghi più belli della Sicilia

I borghi più belli della Sicilia: la bellezza e la ricchezza della Sicilia non sono confinate unicamente nei siti archeologici o nei musei, ma si manifestano soprattutto in quel patrimonio intangibile che è possibile ammirare visitando quei piccoli borghi dell’entroterra dove il tempo sembra essersi fermato.

La Sicilia, a causa della sua posizione strategica, è ricca di borghi nati in posizione rialzata proprio per evitare l’attacco dei nemici che si sono susseguiti nel tempo. 

Vi portiamo dunque alla scoperta dei borghi più belli della Sicilia entrati nel circuito dei “Borghi più belli d’Italia”, quelli meno conosciuti ma altrettanto interessanti da visitare.

PETRALIA SOPRANA

Proclamato “Borgo più bello d’Italia” nel Novembre del 2018, questo affascinante borgo di poco più di 1000 abitanti si trova all’interno del Parco delle Madonie, in provincia di Palermo.

Fu chiamato dagli arabi che la conquistarono Batraliah (da Batra, “pietra” e Liah, “alta”.) e successivamente i Normanni la ribattezzarono Petra Heliae (Pietra di Elia) in onore del profeta Elia. Arroccata a 1150 sul livello del mare, Petralia Soprana è incastonata su un altipiano di roccia calcarea, qui si trovano ben tre belvedere che offrono un panorama molto suggestivo che va dall’Etna alla costa di Termini Imerese. Consigliamo senza dubbio la visita della Chiesa Madre, dedicata a San Pietro e Paolo.

Scopri le Madonie in Quad!

SPERLINGA

Castello di Sperlinga

Tra i borghi più belli della Sicilia, in provincia di Enna, troviamo Sperlinga il cui nome deriva dal fatto che la città fu costruita scavando una grande arenaria ed è dunque caratterizzata da numerose grotte. Il castello
di Sperlinga, considerato tra i più belli in Europa, è una rara testimonianza di castello rupestre scavato in parte nella roccia molto probabilmente nell’anno 1000.
L’evento più importante di Sperlinga è la Sagra del Tortone, nata nel 1982 in occasione del settimo centenario dei vespri siciliani, durante cui si svolgono rievocazioni storiche sulla vita del castello. Il tortone è un dolce fatto con farina, olio di oliva e zucchero.

GANGI

Si trova in provincia di Palermo, e da qui si può godere di una suggestiva vista dell’Etna. Sorge sulle rovine di un insediamento ellenico ed è stato ricostruito nel 1300 a seguito della distruzione avvenuta durante la guerra del Vespro. Dallo spettacolare belvedere della piazza principale, è possibile ammirare la vallata sottostante ed i tetti delle piccole case, mentre da piazza San Paolo è possibile scorgere il maestoso monte Etna in tutta la sua imponenza. Gangi è dominato dal castello che si trova su un picco a più di mille metri di altezza ed oggi è di proprietà privata, dunque non accessibile.

ERICE

Erice

In provincia di Trapani, Erice sa entrare nel cuore di chi la visita grazie al suo panorama mozzafiato sulle Isole Egadi fino alla riserva dello Stagnone. Si tratta di un borgo di origine greco-fenicia adagiato sul monte che porta il suo stesso nome ed è caratterizzata da un labirinto di stradine così strette e tortuose da permettere il passaggio di una sola persona alla volta. Il suo castello, conosciuto anche come castello di Venere, fu costruito dai normanni come fortezza sui resti di un antico santuario dedicato alla dea.

Erice ha due volti, quello solare e luminoso delle calde giornate estive, quando la luce del tramonto avvolge le stradine e si scorgono stupendi panorami sulla vallata e sul mare, e quello delle giornate invernali quando, avvolta nelle nuvole e nella nebbia, la cittadina dona al viaggiatore la sensazione di essere giunto in un luogo magico, fuori dalla realtà.

Visita Erice con un tour privato!

SAN MARCO D’ALUNZIO

San Marco d'Alunzio

L’ultimo di cui parleremo, è San Marco d’Alunzio. Questo borgo si trova sul cucuzzolo del Monte Castro, e domina da Cefalù fino alle Isole Eolie. E’ caratterizzato da ben 22 chiese, 4 musei ed un tempio greco e nella parte più alta è possibile visitare i ruderi del castello normanno di San Marco. Le pietre di marmo rosso, raccontano la storia delle genti e delle civiltà che si sono succedute nei secoli.

Nonostante molti popoli nel corso dei secoli abbiano tentato di espugnare l’antica città, essa ha sempre saputo resistere agli assedi grazie alla sua posizione strategica che permetteva di localizzare prontamente i nemici. La quiete che si respira lungo le piccole strade, è qualcosa di impagabile se siete alla ricerca di un posto davvero tranquillo.

Passeggiata sui Nebrodi?

La Sicilia è ricchissima di borghi da sogno, con Sicilying è facile organizzare il tour perfetto per scoprirli nel migliore dei modi. Contattaci per maggiori informazioni!

Cose da vedere in Sicilia: il teatro Andromeda sospeso tra le nuvole

Cose da vedere in Sicilia: il teatro Andromeda sospeso tra le nuvole.

In Sicilia esistono dei luoghi mistici che in pochi conoscono, che conservano un fascino fuori dal tempo quasi difficile da poter descrivere se non lo si vede con i propri occhi.

E’ il caso del Teatro Andromeda, costruito tra i monti Sicani, in provincia di Agrigento e a mille metri dal mare. La storia di questo teatro, dal quale nei giorni di tramontana si scorge perfino Pantelleria, è davvero singolare e affascinante; è stato infatti costruito ed ideato dal pastore e scultore Lorenzo Reina.

La storia del teatro

cose da fare in sicilia: Teatro Andromeda

Figlio di pastore, Lorenzo Reina ha trascorso la sua vita tra quelle montagne, tra l’amore per l’arte e le sue pecore che portava a pascere proprio lì dove oggi sorge il teatro.

Così, circa 30 anni fa, cominciò a costruirlo con le sue sapienti mani, pietra su pietra ed a poco a poco il teatro prese vita. Diede forma ad uno spazio scenico circolare con 108 sedili in pietra, allineati e numericamente uguali alle stelle della costellazione Andromeda. Come a dare il benvenuto, all’entrata del teatro si trova un percorso artistico con una serie statue e sculture giganti come Icaro morente di Giuseppe Agnello del 2007 oppure “Imago della Parola”. Ad oggi vengono organizzati numerosi eventi artistici e rappresentazioni teatrali promosse dallo stesso proprietario.

Il teatro ha riscosso così tanto successo che è stato presentato persino alla XVI edizione della Mostra internazionale di architettura della Biennale di Venezia nel 2018.

Ingresso ed orari

cose da fare in sicilia: Teatro Andromeda

Il teatro è visitabile sia d’estate che d’inverno, esclusivamente su prenotazione tramite la pagina Facebook del teatro.

Gli orari in cui si può effettuare la visita sono dalle 10:00 alle 18:00, ma senza dubbio il momento più magico per visitarlo è al tramonto. Il biglietto d’ingresso ha un costo di 10 € a persona e potrete acquistarlo sul sito ufficiale.

Scopri su Sicilying le cose da vedere in Sicilia e le escursioni da fare in provincia di Agrigento!

Teatro Greco di Siracusa: tutti i dettagli sulla stagione 2020

Assistere ad una tragedia greca al teatro greco di Siracusa è una di quelle cose che bisogna fare almeno una volta nella vita.

Un po di storia

Il teatro greco di Siracusa fu costruito tra il 238 ed il 215 a.C. sotto il regno di Gerone II. La sua particolarità? È quasi del tutto scavato sulla roccia.

Si sviluppa su tre diverse parti: il koilon o cavea, l’orchestra e la scena.

Il koilon presenta una forma circolare dal diametro maggiore di 138 metri e, passando per la cavea incontriamo un lungo corridoio in cui erano incisi i nomi delle divinità e dei regnanti. L’orchestra invece è semicircolare, si trova ai piedi del koilon ed è il luogo in cui danzavano i cori. La parte della scena è stata una parte molto soggetta a modifiche negli anni per esigenze sceniche dei vari spettacoli.

Ancora oggi, nonostante lo scorrere del tempo, non si è persa la tradizione dello spettacolo al Teatro Greco di Siracusa ed ogni anno la bella stagione è caratterizzata da rappresentazioni molto suggestive.

Scopri cosa fare a Siracusa

Le baccanti

Dal 8 Maggio al 4 Luglio andrà in scena lo spettacolo “le Baccanti” di Euripide, considerata una delle più grandi opere teatrali di tutti i tempi.

Il Dio Dionisio (o anche Bacco), nato dall’unione tra Zeus e Semele, in un prologo minaccioso dichiara guerra ai reali di Tebe, ovvero alla sorella della madre ed al re Penteo, i quali per invidia sparsero la voce che in realtà non fosse nato da Zeus ma da una relazione clandestina tra Semele ed un altro mortale, negando quindi la natura divina del dio del vino.

Per convincerli dunque della sua natura divina, indusse un germe di follia in tutte le donne tebane, che dunque fuggirono sul monte Citerone a celebrare riti in onore di Bacco, divenendo dunque le così dette “Baccanti”.

Ifigenia in Tauride

Altra opera di Euripide che verrà rappresentata è “Ifigenia in Tauride”, dal 9 Maggio al 2 Luglio. In questo racconto Ifigea, la protagonista, lamenta la sua sorte di sacerdotessa in quanto costretta dal re del luogo, Toante, a compiere sacrifici umani su chiunque sbarcasse sulla sua terra. Non appena viene annunciata la cattura di due possibili nuove vittime arrivate dalla Grecia, Ifigea riconosce il fratello Oreste insieme al suo amico. Il trio attraverso un furto si prende gioco del sovrano mentre Atena impedisce l’inseguimento delle ancelle greche ormai libere.

Le nuvole

Ultima commedia che verrà rappresentata in soli 9 appuntamenti tra Giugno e Luglio è “Le Nuvole” di Aristofane.

Il contadino Strepsiade e suo figlio Fidippide erano perseguitati dai creditori e per risolvere la questione decide di mandare il figlio al Pensatoio, la scuola  di Socrate che, aggrappandosi ad ogni sofisma, insegna come prevalere negli scontri dialettici, anche se in posizione di evidente torto. Come risultato i creditori furono messi a bada, ma Fidippine era diventato un parlatore così bravo che cominciò a picchiare suo padre dicendo che era per il suo bene, come il padre faceva con lui da bambino.. Pieno di ira, il padre darà fuoco al Pensatoio.

Scopri cosa fare a Siracusa

Da non perdere quindi gli spettacoli del Teatro Greco di Siracusa. Per maggiori informazioni su prenotazioni e costi consultare il sito dell’Istituto Nazionale del dramma antico.

Per visite guidate al teatro greco ed al parco archeologico di Siracusa, contattaci dal nostro sito!

Vini dell'Etna

Vini dell’Etna: viaggio tra le eccellenze a marchio DOC

Vini dell’Etna: viaggio tra le eccellenze a marchio DOC

L’Etna, nell’immaginario collettivo, è la meta ideale per escursionisti, amanti del trekking o più in generale per chi voglia vivere un’esperienza a contatto diretto con la natura lontano dal caos cittadino. In realtà l’Etna offre molto più di questo, un aspetto intrigante e gustoso che solo i veri wine lovers o i curiosi possono apprezzare.

LA PARTICOLARITA’ DEL TERRENO

La particolare conformazione sabbiosa del terreno formatosi dal disfacimento della lava, e dunque ricco di cenere e di sali minerali, ha dato ad una tradizione antichissima che si tramanda di generazione in generazione, testimoniata da vecchie vigne coltivate con i vitigni autoctoni del territorio. Persino il poeta Teocrito nel III secolo a.C ne parlava in uno dei suoi Idilli.

DOC ETNA

L’Etna è stata la prima denominazione di origine controllata, marchio che individua i vini di qualità prodotti con uve raccolte in una zona specifica, ad ottenere il riconoscimento della denominazione di origine, la Doc Etna. Questa è stata riconosciuta con DPR dell’11.08.1968 pubblicato sulla GU del 25.09.1968.

L’area di produzione della denominazione di origine interessa gran parte dei comuni che si trovano alle pendici dell’Etna, tra i quali Linguaglossa, Trecastagni, Viagrande e Castiglione di Sicilia.

VITIGNI AUTOCTONI DELL’ETNA

Per i meno esperti, un vitigno autoctono è una particolare varietà di vite utilizzata per la produzione di vino, coltivato e diffuso nella stessa zona storica di origine del vitigno stesso e dunque non trapiantato da altre aree. Ogni vitigno autoctono presenta una propria forma e colore del grappolo, del chicco e delle foglie e conferisce al vino alcune caratteristiche organolettiche che lo rendono unico nel suo genere.

Ecco quali sono i principali vitigni autoctoni dell’Etna.

Vitigni a bacca rossaVini dell'Etna

Nerello Mascalese: tra i Vini dell’Etna, è il principe indiscusso dei vitigni coltivati , nonché il più diffuso. Viene coltivato tra i 350 ed i 1000 metri di altezza da tempi immemorabili ed ha una forma rotonda. Il vino ottenuto da questo vitigno ha un colore rosso rubino con sfumature granate e tra gli aromi prevalgono i sentori di frutta a bacca rossa con sfumature speziate di tabacco e vaniglia. E’ un vitigno a maturazione tardiva, la vendemmia avviene, infatti, a metà ottobre.

Nerello Cappuccio: è uno dei vitigni più antichi e viene coltivato tra i 350 e i 900 m.s.l.  La forma del grappolo è ben diversa da quella del nerello mascalese, infatti ha un grappolo piccolo e dalla conformazione a “pigna”. I vini ottenuti, dal color rosso rubino vivo, a differenza del Nerello Mascalese non sono adatti ad un invecchiamento estremo. Le note di profumo che lo caratterizzano vanno dall’estratto del legno, alla vaniglia ma anche alla ciliegia. Anche il Nerello Cappuccio è un vitigno a maturazione tardiva.

Vitigni a bacca bianca

Vini dell'Etna

Carricante: viene coltivato nel versante orientale e meridionale dell’Etna ad altezze più elevate rispetto ai vitigni a bacca rossa (tra i 950 ed i 1500 metri di altezza). Il significato del nome, deriva proprio dall’abbondante produzione che questo vitigno riesce a dare rispetto agli altri Vini dell’Etna. Tra gli eleganti aromi si possono sentire la zagara e fresche note di frutta bianca, mela, agrumi e nuances di anice.

Minnella: L’assonanza con la celebre parola dialettale “minna”, ovvero seno, non è un caso. Questa varietà a bacca bianca deve infatti la sua etimologia al termine siciliano per il seno femminile, proprio a causa della forma allungata del grappolo. L’uva Minnella matura tra la seconda e la terza decade di settembre, quindi in anticipo rispetto agli altri vitigni autoctoni etnei. Il colore del vino che ne deriva è giallo paglierino mentre i profumi sono intensi e fruttati con sentori di anice.

Catarratto: sebbene sia coltivato prevalentemente nella zona del Trapanese, questo vitigno cresce anche alle pendici dell’Etna, dove viene vendemmiata tardivamente rispetto alle altre zone. Sul piano olfattivo il sentore di fiori bianchi e frutta a polpa bianca è il più diffuso.

Tenuta Monte Gorna

Vini dell'Etna

Se vi è venuta voglia di degustare i vini prodotti da questi particolari vitigni, nel versante sud dell’Etna, tra i crateri spenti Monte Gorna e Monte Ilice si trova l’azienda Tenuta Monte Gorna. Qui i vigneti sono impiantati a Nerello Mascalese, Nerello Cappuccio per la produzione dell’Etna rosso e a Carricante e Catarratto per la produzione dell’Etna bianco. Questi vigneti sono coltivati da oltre dieci anni con il metodo dell’agricoltura biologica e cinti da possenti terrazzamenti di muri in pietra che rappresentano la memoria storica di un paesaggio rurale antichissimo.

I vini prodotti in azienda sono l’Etna Bianco DOC (Carricante 60% e Catarratto 40%), l’Etna Rosso DOC (Nerello Mascalese 80% e Nerello Cappuccio 20%) e l’Etna Rosso DOC in Barrique con un tempo di maturazione ed un affinamento inferiori rispetto all’Etna Rosso DOC.

Vi consigliamo di visitare la cantina con vista spettacolare sull’Etna e prendere parte alla degustazione vini Etna di questi 3 particolari vini, seguita poi da un pranzo realizzato con prodotti autentici del territorio.

Un ottimo modo per avvicinarsi al mondo dei Vini dell’Etna e scoprire le qualità di questo territorio.

san valentino in sicilia

San Valentino in Sicilia: un regalo per ogni coppia

San Valentino in Sicilia

Si sa, Febbraio è il mese degli innamorati ma soprattutto una buona occasione per dimostrare il proprio amore alla persona che si ama.

Ma facciamo un passo indietro: come nasce questa festa?

San Valentino prende il nome dal santo e martire cristiano Valentino da Terni, morto proprio il 14 Febbraio del 273.  San Valentino fu consacrato come santo patrono dell’amore grazie a Geoffrey Chaucer, l’autore dei Racconti di Canterbury. Alla fine del ‘300 scrisse, in onore delle nozze tra Riccardo II e Anna di Boemia, The Parliament of Fowls, un poema in 700 versi che associa Cupido a San Valentino.

Come festeggiare il San Valentino in Sicilia? Bhe, dipende da che tipo di coppia siete. Le idee sono tante, che siate degli inguaribili romantici, estremamente avventurosi oppure eterni indecisi.

Ecco le nostre idee.

I ROMANTICI

Non c’è cosa più elettrizzante di una fuga d’amore in montagna, magari alle pendici di un Vulcano oppure in riva al mare in un’antica tonnara, il tutto addolcito da una cena afrodisiaca a lume di candela o da un massaggio di coppia al cioccolato! Per il vostro San Valentino in Sicilia esistono diverse soluzioni davvero ricercate. Se siete particolarmente esigenti e volete stupire la vostra metà, una notte in resort hotel 4 stelle con percorso spa e cena nella zona di Acicastello farà sicuramente al caso vostro.  Il pacchetto include un pernottamento in Suite con ricca prima colazione, una cena privata servita in camera con menù di 5 portate ed un rilassante percorso benessere della durata di 2h presso la spa dell’hotel. Al vostro arrivo troverete in camera una bottiglia di prosecco per brindare al vostro amore!

In alternativa potreste optare per un soggiorno in uno splendido B&B di charme alle pendici dell’Etna con cena gourmet. Un vero e proprio angolo di paradiso alle porte del Parco dell’Etna dove trascorrere momenti romantici in un’atmosfera calma e rilassante.

Per avere maggiori info sui pacchetti contattaci al +39 377 7033073.

GLI AVVENTUROSI

Se siete una coppia che ama l’avventura e alla ricerca di emozioni adrenaliniche, per il vostro San Valentino in Sicilia non avrete che l’imbarazzo della scelta.

Un lancio in paracadute a Siracusa o a Caltagirone da circa 4000 mt di altezza il tutto immortalato da un video è senza dubbio un’esperienza che vi porterete per sempre. Farete un briefing iniziale e poi sù fino a raggiungere la giusta quota per effettuare il lancio!

Se amate la natura, vi consigliamo invece un tour in quad nella Valle dell’Alcantara e sull’Etna a quota 1850 mt, percorrendo strade sterrate e sentieri naturalistci davvero suggestivi. Durante questo percorso incontrerete numerose colate laviche risalenti ad eruzioni verificatesi in tempi diversi e grotte costruite in pietra lavica.

Se avete un budget un po’ più alto e non badate a spese, vi consigliamo il volo in elicottero su Etna e Taormina. Solo voi due, tre metri sopra il cielo (o forse anche di più) ad ammirare dall’alto lo splendido teatro antico ed i crateri centrali dell’Etna!

GLI INDECISI

Se fate parte della categoria degli eterni indecisi e fino al giorno prima non avete ancora pensato cosa regalare, tranquilli, abbiamo una soluzione anche per voi. Potrete scegliere, in base al vostro budget, uno dei cofanetti regalo Sicilying, dove all’interno troverete le più svariate esperienze, sia di coppia che non. Lezioni di cucina, city tour in bicicletta, degustazioni in cantina e tante altre attività indimenticabili!

Catania Etna

Catania Etna: come raggiungere l’Etna e cosa fare

Catania, città dalle mille risorse, è ben nota per il Vulcano più alto d’Europa: l’Etna. Patrimonio dell’Unesco dal 2013, inizialmente si pensava fosse un semplice Golfo e non un vero e proprio vulcano. La sua vera natura si svela nel 252 con una potentissima eruzione. Il caso volle che l’anno precedente fu segnato dal martirio di Sant’Agata, oggi patrona della città. In preda alla disperazione i cristiani decisero di stendere il velo della Santa sopra l’Etna in segno di protezione e le frequenti eruzioni che fino a quel giorno avevano causato gravi danni alla città scomparvero improvvisamente per un lungo periodo.

La città di Catania offre diversi modi per raggiungere il vulcano, alcuni più comodi ed altri meno… scopriamo insieme quali sono.

 TRASPORTO PUBBLICO

La compagnia Ast (Associazione Siciliana Trasporti) per la tratta Catania Etna fornisce un servizio andata e ritorno con partenza dalla stazione centrale di Catania, esattamente da Piazza Papa Giovanni XXIII. Il bus impiega circa due ore per arrivare al Rifugio Sapienza (versante Sud) e per quanto riguarda gli orari non sono previste possibilità di scelta in quanto l’azienda offre soltanto un orario di partenza alle 8:15 ed uno di ritorno da Rifugio Sapienza alle 16:30.
I ticket possono essere acquistati presso i rivenditori autorizzati “Ast” (bar Terminal o Coffe Bar a 50 metri dalla stazione centrale) dal Lunedì al Sabato. La domenica invece i ticket devono essere acquistati direttamente a bordo.
Costo ticket: tra i 6 € ed i 7 € andata e ritorno.

TAXI

Per chi preferisce non avere vincoli di orari, ci si può sempre affidare al servizio di taxi collettivo al costo di €35,00 a persona andata/ritorno con un minimo di 4 partecipanti. L’autista vi accompagnerà fino al Rifugio Sapienza (Etna Sud) e vi attenderà per circa 2 ore, ma se vi sembreranno insufficienti vi sarà anche data la possibilità di aggiungere una o più ore con un supplemento di €10,00 a persona ad ora. È possibile anche scegliere il servizio di sola andata al costo di € 25,00 p.p oppure riservare l’intera vettura ad un costo di € 95,00  in totale solo andata e 135 € in totale andata/ritorno con attesa di circa 2 ore. Eventuali ore aggiuntive di attesa, avranno un costo di 35 € in totale.
Per prenotare un taxi ed usufruire di queste tariffe, contattaci!

TRASFERIMENTO CON NCC

Proponiamo infine un transfer privato Catania Etna con servizio NCC (noleggio con conducente) che vi darà l’opportunità di scegliere tranquillamente l’orario più consono alle vostre esigenze per raggiungere l’Etna da qualsiasi punto della città di Catania.

Il servizio ha un costo di € 80,00 totali andata/ritorno in auto fino a 4 persone.L’autista dunque vi attenderà per circa 2 ore, se invece vorrete godervi un po di più l’Etna, per 4 ore di attesa il costo sarà di 120 € totali, per 6 ore di attesa invece 140 € totali fino a 4 persone.
Quale miglior modo per passare una giornata speciale senza pensieri?

COSA FARE AL RIFUGIO SAPIENZA?

Che abbiate raggiunto Rifugio Sapienza in auto, taxi o in qualsiasi altro modo, una volta giunti lì potrete scegliere tra diverse attività in base alle vostre esigenze e al vostro livello di preparazione:

Tour fino a 2500mt (durata 30 minuti circa)

Questo è un tour molto semplice ed accessibile a tutti. Il tour viene effettuato in funivia da 1910 metri fino a 2500 metri. La funivia si trova proprio nel piazzale di Rifugio Sapienza e, una volta saliti a bordo, raggiungerete la quota in 15 minuti circa. Da lì potrete ammirare un meraviglioso paesaggio su tutta la costa! Inoltre, potrete rimanere quanto tempo vorrete e visitare il negozio di souvenir dove troverete prodotti artigianali ricavati dalla lava.
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Tour fino a 2900 mt (durata 2 ore)

In questo caso, dopo essere giunti a quota 2500 metri in funivia, proseguirete il tour con un mezzo fuoristrada o con il gatto delle nevi in base al periodo dell’anno fino a 2900mt raggiungendo Torre del Filosofo. Una volta arrivati, vi attenderà una guida alpina con la quale effettuerete un trekking di circa 20 minuti intorno ai Crateri Barbagallo, crateri ormai spenti dai quali potrete ammirare il paesaggio lunare intorno a voi ed i crateri centrali. Al termine del trekking, vi avvierete verso la strada di ritorno rifacendo lo stesso percorso dell’andata tornando giù al Rifugio Sapienza.
Questo tour è adatto a tutti!
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Tour fino a 3340mt (durata 5/6 ore)

Il tour ai crateri sommitali dell’Etna è molto emozionante ma al tempo stesso impegnativo; in questo caso, incontrerete una guida vulcanologica presso Rifugio Sapienza ed insieme raggiungerete quota 2900mt in funivia e fuoristrada. Da lì comincerete un trekking in salita di circa 1,30h passando per la colata lavica del 2017, fino ai crateri sommitali a quota 3340 m. Giunti in cima, davanti ai vostri occhi tutta l’imponenza dei crateri sommitali! Scenderete poi su un sabbione di cenere vulcanica ed entrerete all’interno di un tunnel di scorrimento lavico fino ad arrivare a quota 2500, punto da cui rientrerete in funivia alla base di partenza.
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festa di Sant'Agata Catania

Festa di Sant’Agata Catania: storia e tradizioni culinarie

Festa di Sant’Agata Catania: storia e tradizioni culinarie

La festa di Sant’Agata si avvicina  e per le vie della città si comincia a respirare quella magica aria di festa che solo questa ricorrenza può infondere. Le luminarie ogni anno diverse, le mille bancarelle di dolciumi e le imponenti candelore che seguite da una banda capita di incontrare di tanto in tanto.

Ma facciamo un passo indietro, per coloro che non hanno avuto la fortuna di prendere parte a questa festa. La festa di Sant’Agata è una delle feste religiose più seguite al mondo per numero di presenze e si celebra ogni anno, dal 3 al 5 Febbraio, in onore della santa patrona della città.

festa di Sant'Agata Catania

Agata prima di diventare santa

Agata visse nel III secolo e proveniva da una nobile famiglia catanese e consacrò fin da giovane la sua vita alla religione cristiana. Fu notata per la sua bellezza dal governatore romano Quinziano che la volle per sé a tutti i costi, ma dopo i continui rifiuti da parte di Agata e la fuga a Palermo, Quinzano decise di farla martirizzare e condannarla a morte il pomeriggio del 5 Febbraio del 251.

Dopo la sua morte la popolazione e non solo cominciò a nutrire una profonda venerazione per la giovane, tanto che fu santificata da Papa Cornelio.

Le giornate

 3 Febbraio – La processione della luminaria

festa di Sant'Agata Catania

La giornata del 3 febbraio si apre con la processione della luminaria, ovvero la processione per  l’offerta della cera alla quale prendono parte oltre che migliaia di cittadini e turisti da tutto il mondo, le più alte cariche religiose ed istituzionali della città.

La processione inizia con la sfilata delle 12 candelore, grosse costruzioni in legno scolpite e dorate in stile barocco siciliano che contengono all’interno un grosso cero. Ognuna di queste rappresenta le corporazioni delle arti e dei mestieri della città.

La processione, parte dalla Chiesa di Sant’Agata alla Fornace in Piazza Stesicoro e termina alla Cattedrale di S. Agata in Piazza Duomo passando per le principali vie della città. Quella sera, Piazza Duomo diventa magica con il concerto lirico-sinfonico ed i fuochi d’artificio che vanno a tempo con la musica!

4 Febbraio – La messa dell’aurora ed il giro esterno della città

festa di Sant'Agata Catania

La giornata è molto lunga, comincia infatti alle 3:30, quando un fiume di fedeli con il saio bianco (detto “u saccu”) irrompe in cattedrale invadendo le navate tra canti e urla. All’arrivo delle alte autorità, si procede all’apertura del sacello che custodisce il mezzo busto argentato della Santa e lo scrigno con le sue reliquie e finalmente, venendo fuori, quest’ultima viene mostrata ai cittadini che agitando un fazzoletto bianco gridano  “Semu tutti devoti tutti, cittadini viva sant’Aita!”

Sant’Agata viene posta sull’altare e comincia così la commovente messa dell’Aurora, al termine della quale, dopo averla posizionata sul prezioso fercolo posto all’esterno della cattedrale, in Piazza Duomo si scatenano i fuochi d’artificio. Trasportata dai devoti la Santa comincia così il giro esterno della città per poi rientrare in cattedrale, alle prime luci dell’alba o addirittura la mattina del giorno 5. Il momento più toccante di questa processione è “a cchianata di Cappuccini” (la salita dei Cappuccini), momento in cui il carro viene trainato in salita fino a giungere alla chiesa di S. Domenico.

5 Febbraio – Il giro interno della città

festa di Sant'Agata Catania

La festa di Sant’Agata Catania ha inizio con il solenne pontificale, concelebrato dai vescovi di tutta la Sicilia, in presenza del legato pontificio che è solitamente un cardinale. Il giro interno del fercolo comincia alle 18:00 toccando i principali punti d’interesse del centro storico quali Via Etnea, Piazza Cavour, i Quattro Canti, la spettacolare “cchianata i San Giulianu” durante cui i fedeli trainano di corsa la Santa ed infine la barocca Via Crociferi, luogo in cui si trova il Convento delle suore benedettine. Giunti proprio lì davanti i devoti si fermano e, da dietro i cancelli del loro monastero, le suore intonano dei canti a sant’Agata. Al sorgere del sole, sant’Agata fa rientro in cattedrale la mattina del 6 febbraio.

Per capire al meglio la festa di Sant’Agata, qui potete trovare il documentario girato dal video maker Marco Pirrello nel 2018.

Dolci legati alla festa di Sant’Agata

Durante la festa di Sant’Agata Catania, oltre la classica calia, vengono realizzati alcuni dolci che ricordano la santa, quali “le minnuzze di sant’agata” , overro delle piccole cassate siciliane che dalla forma ricordano le mammelle strappate alla santa durante i martiri e le “alivetti”, dolci fatti di pasta di zucchero verde a forma di oliva, con riferimento alla leggenda secondo cui la vergine Agata per sfuggire ai soldati di Quinziano, si nascose in un albero di ulivo.

Visita Sicilying per scoprire quali esperienze vivere durante la festa di Sant’Agata!